Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Scenari: Letta e il ricambio generazionale

Scenari: Letta e il ricambio generazionale

Di Claudio Sonzogno

Al quinto anno di aggressiva crisi economica, cominciata nel 2008, anche se le statistiche segnalano qualche miglioramento e il Presidente del Consiglio, Enrico Letta, si dichiara ottimista, le imprese, grandi e piccole, e le famiglie continuano a star male. Mentre l’azione del Governo nonostante l’impegno del suo Presidente appare sempre più inconsistente e inadeguata. Intanto favorite dalla perdita di credibilità della rappresentanza politica si moltiplicano le manifestazioni spontanee di protesta e di denuncia, diventate una costante presenza, la domenica, persino all’Angelus di Papa Francesco in piazza San Pietro.

Se non lo capisce larga parte della classe dirigente, come possiamo pensare di far rientrare una contestazione dilagante, giustificando la limitata efficacia dei provvedimenti dell’esecutivo ( vedi Legge di stabilità etc.. ) con gli stretti margini di manovra imposti dall’Eurozona? Al tempo stesso su quali basi si può evocare un’altra Europa che anziché gabbie, vincoli e divieti promuova efficaci piani di incentivi capaci di innescare uno choc positivo alla nostra economia ? L’emergenza economica e sociale che abbiamo di fronte dovrebbe imporre un’azione più incisiva.

Più seriamente andrebbe considerato il declassamento della Ue da parte di una delle maggiori agenzie di rating che stigmatizza un profilo finanziario deteriorato e una coesione allentata dei 28 Paesi. Il viceministro all’economia, Stefano Fassina, seguito dallo stesso Letta alla conferenza stampa di fine anno ( per l’Europa – ha detto – è ora la volta di una legislatura della crescita ) hanno cominciato ad alimentare speranze su una possibile svolta di questa Europa sclerotizzata che dovrebbe essere sospinta dal nostro Paese, che dovrà prendere il timone della Presidenza del secondo semestre europeo, dopo le elezioni europee del 22-25 maggio.

Il neo segretario del PD, Matteo Renzi, in attesa dei risultati di questa tornata elettorale, che potrebbe persino portare a un nuovo governo con la sua guida, ha avviato un forcing di proposte in tutte le direzioni con il chiaro scopo di mostrarsi capace di sollecitare il governo Letta su molti fronti. Mentre Silvio Berlusconi a capo della nuova Forza Italia resta una grande incognita, minacciando una deriva populista, che lo stesso Letta ha paventato augurandosi però che ciò non avvenga. ll Presidente del Consiglio ha comunque dimostrato di saper guidare il ‘’treno’’ , come lui stesso ha sottolineato, sulle montagne russe, passando attraverso spaccature e scandali dei partiti politici, e una congiuntura economico-politica alquanto difficile per tutti, e soprattutto per la maggior parte dei nostri partner.

Ora Letta, da vero leader, come in molti si aspettano, anziché preoccuparsi di Renzi e tantomeno di Berlusconi e Grillo, dovrebbe impegnarsi ad azionare quanto prima lo ‘’scambio’’ e portare la sua collaudata locomotiva in Europa, agganciando uno dopo l’altro i vagoni di tutti i Paesi, fino a quelli della Germania della Merkel, che sia pure al terzo mandato, ci penserà due volte prima di restare su un binario morto. Come ha sottolineato Eugenio Scalfari nel suo recente editoriale su ‘’La Repubblica’’, l’Europa è ancora il Continente più ricco del mondo e ‘’Italia e Europa si salvano insieme o insieme cadranno.’’ E il ricambio generazionale/politico, che secondo Letta è la novità più importante dell’ anno che lasciamo alle spalle, potrebbe rivelarsi capace di risultati finora irraggiungibili.