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Cronache
ambulanza

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

"Due più due fa sempre quattro. Se non mi spiegano il motivo sono costretta a pensare di essere stata licenziata solo perché sono una donna". Vittoria, ex autista-soccorritore in provincia di Bari, ha perso il lavoro da un giorno all'altro. E ancora non sa perché. Racconta la sua storia ad Affaritaliani.it: "Avevo un contratto a tempo indeterminato. La convenzione della mia associazione con l'Asl è stata revocata. La graduatoria per il riassorbimento in quella nuova è stata fatta con criteri non trasparenti". Dopo la sua battaglia legale, è stato lasciato a casa anche il suo compagno: "Hanno messo una famiglia intera in mezzo alla strada".

IL RACCONTO DI VITTORIA

L’anno scorso a maggio all’associazione Croce Santa Rita, presso la quale lavoravo, è stata revocata la convenzione con l’Asl. L’associazione subentrata doveva rispettare la clausola sociale, cioè doveva riassorbire il personale già assunto a tempo indeterminato. A Polignano eravamo in cinque con il contratto a tempo indeterminato con un contratto di autista/soccorritore. Oltre a queste persone assunte ci sono i volontari che sono soccorritori. Considerando che la Asl rimborsa i contributi solo per quattro dipendenti le associazioni che cosa fanno? Assumono solo quattro dipendenti".

"Nelle altre postazioni di Croce Santa Rita dove erano più di quattro hanno fatto una specie di graduatoria in base all’anzianità di servizio", continua Vittoria. "A Monopoli c’erano due autisti soccorritori che erano i più anziani in servizio e gli hanno chiesto di passare ad autisti oppure sarebbero diventati semplici volontari. Loro non avevano mai guidato, non se la sentivano e hanno rifiutato. Chi veniva dopo di loro è stato assunto. Stessa cosa a Conversano. A Polignano invece eravamo in cinque: il presidente ha pensato di assumere quattro uomini e non assumere me dicendo che io avevo sempre svolto il ruolo di soccorritore" (la nuova associazione sostiene che Vittoria non abbia mai espletato il servizio di autista, ndr).

"Però c’è un particolare", risponde lei: "Anche il mio collega aveva sempre svolto il ruolo di soccorritore ed è stato assunto. Io no perché secondo loro non ero idonea anche se io l’ambulanza la so guidare. Ho fatto la denuncia alla procura, al ministro delle pari opportunità e a Nichi Vendola. Sono andata di persona alla Asl", continua Vittoria, "e mi hanno detto che non mi hanno assunta perché non risultavo nella lista. Ma io non ho capito come è stato fatto questo elenco, con quale criterio… io avevo il contratto come tutti gli altri. Allora io voglio capire, per mettermi l’animo in pace, se bisogna considerare l’elenco in modo che solo gli autisti potessero essere riassorbiti. Fosse così però anche dei miei colleghi non dovevano essere assunti. Altrimenti l’idea che mi viene è che non sono stata riassorbita solo perché sono una donna".

Dopo l'inizio della battaglia legale (Vittoria è rimasta senza occupazione nel maggio 2012) è rimasto senza lavoro anche il suo compagno, che aveva lo stesso datore di lavoro: "Sembra quasi una ritorsione". L'associazione in questione afferma di aver seguito le regole. Intanto del caso se ne sta occupando anche la Uil locale, sindacato del quale Vittoria era rappresentante: "Ora invece sono a casa e hanno licenziato pure un'altra persona dello stesso nucleo familiare. Abbiamo due bambini e un altro è in arrivo ma ci hanno comunque buttato in mezzo a una strada".

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