Missili, dalla Corea del Nord al Pacifico torna l’allarme sui test balistici
Nelle prime ore di oggi, secondo quanto riferito dallo Stato maggiore sudcoreano, Pyongyang ha lanciato un missile balistico dall’area di Wonsan, sulla costa orientale della Corea del Nord, in direzione del Mare Orientale, denominazione utilizzata in Corea del Sud per il Mar del Giappone. Il lancio è stato rilevato intorno alle 6 locali, le 23 di ieri in Italia. Il missile – su cui né Seul né Tokyo hanno fornito dettagli relativamente alla sua tipologia – ha percorso oltre 700 chilometri prima di cadere in mare, e si aggiunge così alla lunga serie di attività missilistiche con cui Pyongyang continua a dimostrare e sviluppare le proprie capacità militari.
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Il programma balistico nordcoreano rappresenta da anni uno dei principali elementi di instabilità nella regione, anche per il suo legame con il programma nucleare del Paese. Si tratta dell’undicesimo lancio di un missile balistico effettuato dalla Corea del Nord dall’inizio dell’anno. Il test arriva un giorno dopo che Kcna e il quotidiano Rodong Sinmun, principali organi di informazione statali nordcoreani, hanno pubblicato un articolo dell’analista di sicurezza internazionale Kang Won-chol contenente dure critiche al Libro bianco della Difesa del Giappone. Il lancio avviene inoltre a pochi giorni dall’inizio dell’Ulchi Freedom Shield (Ufs), l’esercitazione militare congiunta di dieci giorni tra Corea del Sud e Stati Uniti che prenderà il via lunedì. Pyongyang considera le manovre una prova generale per un’invasione del proprio territorio.
E intanto, in una dichiarazione congiunta, Stati Uniti e circa quaranta Paesi europei e dell’Indo-Pacifico hanno avvertito che i lanci di missili balistici con capacità nucleare effettuati senza un adeguato preavviso possono rappresentare un rischio per la sicurezza e compromettere la stabilità regionale. Il riferimento è soprattutto al test effettuato dalla Cina nel luglio scorso. Pechino aveva comunicato il lancio a un numero ristretto di Paesi prima di effettuare il test di un missile balistico intercontinentale nel Pacifico. Secondo gli osservatori, il vettore sarebbe caduto in un’area dell’Oceano Pacifico compresa tra le Isole Salomone, Nauru e Tuvalu. Un test, quello cinese, che è stato letto anche come una dimostrazione delle capacità militari di Pechino in una regione nella quale la Cina sta cercando da tempo di rafforzare la propria presenza e la propria influenza.
I paesi firmatari hanno richiesto di fornire almeno 24 ore di preavviso, indicando il tipo di missile, la finestra temporale prevista, l’area interessata e la direzione del lancio. Viene inoltre chiesto di garantire avvisi adeguati ad aerei e navi che potrebbero trovarsi lungo le traiettorie o nelle aree previste per l’impatto.

