Non si sa ancora a chi appartenga il Dna maschile trovato sui jeans di Liliana Resinovich e su uno dei sacchi che contenevano il corpo. I periti nominati dal gip lo attribuiscono con elevata probabilità allo stesso uomo, al momento non identificato. I risultati fanno parte della nuova perizia che sarà discussa davanti al gip di Trieste nell’udienza del 30 ottobre.
Liliana Resinovich, dove è stato trovato il Dna sconosciuto
Le analisi commissionate dal gip di Trieste Flavia Mangiante hanno individuato tracce genetiche maschili sui jeans indossati da Liliana Resinovich e su uno dei due sacchi neri che contenevano il cadavere, quello utilizzato per la parte inferiore del corpo. Secondo i periti Eva Sacchi, Chiara Turchi e Paolo Fattorini, i due prelievi sono riferibili con forte probabilità alla stessa persona. Il profilo non è stato identificato.
Altri residui di Dna maschile non identificato sono emersi sulla borsa, sull’orologio, sulla bottiglietta che Liliana aveva con sé, sugli altri sacchi e su altri indumenti. Sul filo che teneva insieme tre chiavi conservate nella borsa sono stati rilevati due profili complessi riferibili a un soggetto maschile ignoto. Tra dodici formazioni pilifere analizzate, undici sono state attribuite a Liliana e una a un uomo non identificato.
La presenza di un profilo genetico su un oggetto, da sola, non stabilisce quando o in quali circostanze sia avvenuto il contatto. Saranno gli investigatori e i consulenti a valutarne il significato insieme agli altri reperti.
Liliana Resinovich, cosa è emerso sul cordino e sui vestiti
Sul cordino trovato attorno al collo di Liliana Resinovich è stato individuato soltanto il Dna della donna. La comparazione con alcuni gomitoli e pezzi di cordino sequestrati nell’abitazione del marito Sebastiano Visintin non ha permesso ai periti né di confermare né di escludere una compatibilità. Gli esperti hanno rilevato anche un “contatto diretto” tra il giubbotto che Visintin indossava il giorno della scomparsa e il giubbotto e la borsa di Liliana.
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Questo accertamento è distinto dal profilo genetico maschile sconosciuto individuato su jeans e sacco e non consente, da solo, di ricostruire le circostanze della morte. Visintin risulta indagato nell’inchiesta. La sua posizione dovrà essere valutata sulla base dell’insieme degli accertamenti e vale per lui la presunzione di innocenza.
Liliana Resinovich, nessun terreno del luogo del ritrovamento sulle scarpe
Un altro risultato riguarda le scarpe della donna. I periti non hanno trovato sulle suole tracce del terreno compatibili con l’area dell’ex ospedale psichiatrico di Trieste dove il cadavere venne rinvenuto il 5 gennaio 2022. L’assenza di quei residui sarà valutata insieme agli altri elementi per ricostruire se Liliana abbia raggiunto quel punto camminando oppure se il corpo possa essere arrivato nell’area in un altro modo.
L’avvocato Nicodemo Gentile, che assiste il fratello Sergio Resinovich, interpreta la perizia come un elemento a sostegno dell’ipotesi dell’omicidio. Si tratta della posizione della parte civile e non di una conclusione giudiziaria. I periti saranno sentiti nell’udienza del 30 ottobre, quando i risultati delle analisi potranno essere esaminati dalle parti e dai rispettivi consulenti.
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