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Cronache

 

mamma bambino

Di Fabio Frabetti

Un bambino alienato e che sembra non abbia più voglia di vivere. Oggi ha 12 anni e dal 2003 si è ritrovato a diventare uno dei tanti figli a metà. La madre da oltre dieci mesi non riesce a vederlo per una dinamica di rapporti sempre più difficili e in contesti ambientali assolutamente non compatibili per un rapporto con il proprio figlio.

UMILIAZIONI E DISTACCO - Siamo a Torino, una delle città che stanno diventando tristemente note nella classifica dei bambini strappati ai loro genitori con motivazioni e procedure spesso ai confini. Claudia diventa mamma molto giovane con il sogno di mettere in piedi la famiglia tanto sognata. Il matrimonio con un militare in carriera si rivelerà ben presto destinato al fallimento e nel 2003 Claudia e il marito si separano. All'epoca non c'era ancora la legge sull'affidamento condiviso e il piccolo finisce a vivere in via esclusiva con il padre. Negli anni si ritrova in una famiglia piuttosto allargata che prevede la presenza della nuova compagna e del figlio che la donna ha avuto dall'uomo. La madre subisce tutta una serie di limitazioni senza che esista il ben che minimo motivo che possa giustificarle: "Ho subito – racconta ad Affaritaliani.it - la relazione di un perito che mi assegna un disturbo di personalità non catalogabile in nessuna patologia mentale. Una tesi totalmente controbattuta da un vero professionista: quello stesso perito che invece indica gravi disturbi nel mio ex marito, sempre fin qui ignorati dai giudici. Ho subito l'umiliazione di ben tre luoghi neutri pur di vedere il bambino, una violenza sessuale e molte altre umiliazioni. Senza avere alcun problema fisico, psicologico o di altra natura da poter giustificare la lontananza da mio figlio".

VIVE ALIENATO - La battaglia legale, oggi condotta dal suo avvocato Paola Falcone, si incentra da sempre per l'ottenimento dell'affidamento condiviso ma fino a questo momento non c'è stato niente da fare, malgrado esistano fortissime preoccupazioni sullo stato di salute del bambino: "Abbiamo due relazioni totalmente discordanti, scritte da quei soggetti che maggiormente si ritrovano a seguirlo Una redatta dalla psicologa inviata dalla Asl tutta rosa e fiori in cui si sostiene che il bambino si troverebbe in buone condizioni avendo addirittura trovato una figura sostitutiva della madre, con risultati scolastici sufficienti a proseguire gli studi. Una fotografia che sembra molto lontana dalla realtà. Sia i servizi sociali che gli insegnanti raccontano di un bambino non sorridente, alienato dai suoi compagni per rifugiarsi in un mondo tutto suo, un bambino che non ha più voglia di vivere. I suoi professori raccontano che spesso quando lo chiamano lui sobbalza dalla sedia come se fino a quel momento non fosse stato presente. Nessuno fa niente. Anzi: il servizio di supporto psicologico della Asl è stato sospeso".

TOTALE INSENSIBILITA' - Un bambino quindi che sembra vivere un grande disagio nell'indifferenza totale. A cui in questi anni è stato impedito di poter vivere un rapporto sereno con la madre. Il padre infatti pare che non abbia fatto granché per agevolare i rapporti tra Claudia e il figlio. "Una volta ad esempio gli ha consegnato un regalo di compleanno che gli avevo mandato con diversi mesi di ritardo. Pensate a comportamenti del genere ripetuti nel corso degli anni e capirete bene come il bambino si possa essere convinto di una madre che non si interessi a lui. Per questo ultimamente non vuole più incontrarmi. Così da oltre dieci mesi non riesco a vederlo. Oltre a questo, alla battaglia per ottenere l'affidamento condiviso, quello che più mi preme è che qualcuno si prenda cura della salute psicologica di mio figlio, visto che sta lanciando segnali inequivocabili di un disagio da non ignorare. Non potrò mai dimenticare quello che ha detto la presidente del tribunale durante l'ultima udienza in cui chiedevamo il riconoscimento delle gravi inadempienze da parte del padre nella gestione dell'affidamento e nella crescita del bambino: “non è poi così grave se non vede suo figlio da tutto questo tempo, in fondo sta con il padre”. Mi sono sentita morire". Claudia che ha ancora la patria potestà sta facendo di tutto per aiutare il figlio nonostante tutte queste difficoltà. E attende l'appello per poter finalmente riabbracciare il suo bambino.
 

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