Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Mafia Capitale, Raggi sindaca per inchieste sbagliate. E Mattarella che fa?

Mafia Capitale, Raggi sindaca per inchieste sbagliate. E Mattarella che fa?

Mafia Capitale, Raggi sindaca per inchieste sbagliate. E Mattarella che fa?
virginia raggi 02

Tra i 117 imputati nell’inchiestona “Mafia capitale”, di cui la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione delle accuse, spicca il nome di don Nicola Zingaretti, governatore del Lazio. Solo giovedì si è saputo che l’esponente del PD fosse coinvolto e Travaglio ha parlato del “segreto di Zingarella”. Giusto, pur se non frequente, il rispetto delle garanzie, ma è legittima la domanda di Alemanno, ancora indagato per corruzione : “Perché sono state tutelate la privacy e l’attività di Zingaretti e di altri, mentre io e Lucarelli abbiamo dovuto subire mesi di infamia e di emarginazione ?”. Chi, e quando, risarcirà per i gravi danni, politici e di immagine, subiti alcuni personaggi, presentati come corrotti e collusi con la mafia e travolti dal “metodo Boffo”, di sallustiana memoria ?

E, ieri, l’ex Sindaco, don Ignazio Marino, PD, è stato assolto dalle accuse di peculato, truffa e falso nell’ambito del processo sull’utilizzazione della carta di credito del Comune e sulle consulenze della Onlus Imagine : “il fatto non sussiste”. La Procura aveva chiesto una stangata a tre anni e quattro mesi. L’ex primo cittadino : “Accuse infamanti. Ristabilita la verità”. E ha aggiunto : “Centinaia di migliaia di romani sono stati violentati da un piccolo gruppo di una classe dirigente, che si è rifugiata nello studio di un notaio». Marino ha detto di essere stato costretto a dimettersi sotto «pressioni politiche e mediatiche». Non ha dubbi sul suo futuro: «Ho il dovere morale di continuare ad impegnarmi per il mio paese e la mia città».

Ma il commissario del PD a Roma, l’ex dalemiano Orfini, ha detto : “Sono contento che Ignazio sia stato assolto. Noi non abbiamo mai chiesto le dimissioni di Marino per la vicenda degli scontrini, ma per la sua totale incapacità di gestire la città di Roma”.

Come Gigi Marzullo, “Il Foglio” ha posto la domanda : “Mafia capitale era una fiction ?”. E si è dato la risposta, bocciando il lavoro della Procura : una mafia senza cadaveri, che sarebbe solo “Bagaglino, cioè strapaese, rapina ordinaria, cresta, in una città profondamente in crisi, debilitata, capace, però, di ricondurre tutto il male alla parola mafia, applicata ai grassatori, ai cravattari della suburra e, ovviamente, al mondo odiato della politica”. E, appunto, sul piano politico e amministrativo, ha inciso, e quanto, il mega-risalto mediatico, dato all’inchiestona-coordinata dal Capo della Procura, Pignatone, e i sostituti Tescaroli, Jelo e Cascini- e ai guai, giudiziari, di Marino sul crollo, alle elezioni, del PD, di FI e sul trionfo del M5S e della candidata a Sindaca, Virginia Raggi, plebiscitata dai romani ?

La grillina- che non ha mai amministrato neppure un condominio e sinora è apparsa, anche a Grillo, inadeguata,,come Marino, a guidare un Comune, che ha 80 società partecipate di vari livelli- ha stravinto, in primis, a causa dei disastri combinati, al Campidoglio, dai vecchi Sindaci, di destra, di sinistra o come l’ultimo, il medico Marino, provenienti dalla cosiddetta società civile. È vero, i vecchi partiti sono i maggiori responsabili del degrado della capitale. Ma è giusto che, per i loro orrori, continuino a pagare i cittadini, certamente, penalizzati, in passato, dal malgoverno e dalle ruberie e, oggi, da una guida incerta, priva di autorevolezza e telecomandata?

Qualora gli arresti (filmato dai Cc, e trasmesso più volte, nei Tg, quello di uno dei presunti capi, Massimo Carminati) e gli avvisi di garanzia avessero contribuito, in modo rilevante, a orientare e a condizionare il voto dei romani, ci troveremmo di fronte a un fatto non positivo : per la politica, per la giustizia e, soprattutto, per la amministrazione della capitale del Paese.

È giusto non disturbare il silenzio di Sergio Mattarella, ma altri inquilini del Colle, che presiedono il CSM, e non solo il compianto Francesco Cossiga, non avrebbero taciuto.

Pietro Mancini