Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Mafia, la Corte europea: “Ingiusto condannare Contrada”

Mafia, la Corte europea: “Ingiusto condannare Contrada”

La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che la condanna a 10 anni di carcere comminata nel 1996 all’ex dirigente del Sisde, Bruno Contrada, per sostegno esterno ad associazione mafiosa non fu legittima. La decisione si fonda sul fatto che il reato non era ancora previsto dall’ordinamento italiano…

La Corte europea per i diritti dell’uomo di Strasburgo ha stabilito che la condanna a 10 anni di carcere comminata nel 1996 all’ex dirigente del Sisde, Bruno Contrada, per sostegno esterno ad associazione mafiosa non fu legittima. La decisione si fonda sul fatto che il reato non era ancora previsto dall’ordinamento italiano al momento in cui si sono verificati i fatti per cui Contrada fu condannato, cioe’ tra il 1979 e il 1988. La Corte ha quindi stabilito che l’Italia paghi un risarcimento di 10mila euro a Contrada piu’ le spese processuali.

 La Corte in una nota sottolinea che la sentenza di condanna a Contrada ha violato l’articolo 7 della Convenzione europea per i diritti umani che stabilisce che non ci puo’ essere condanna senza che il reato sia chiaramente identificato dai codici di giustizia. Nel caso della fattispecie di reato contestata a Contrada, il concorso esterno in associazione mafiosa, la Corte nota che essa “non era sufficientemente chiara e prevedibile per Contrada ai tempi in cui si sono svolti gli eventi in questione”, e quindi ha riconosciuto la violazione della Convenzione europea da parte dell’Italia, in quanto le pene non possono essere applicate in modo retroattivo.