A- A+
Cronache
Abu Mazen e Peres dal Papa, preghiera congiunta per il Medio Oriente

La preghiera di Abu Mazen per pace, liberta' e giustizia - "O, Dio del Cielo e della Terra, accetta la mia preghiera per la realizzazione della verita', della pace e della giustizia nella mia patria la Palestina, nella regione, e nel mondo intero". Ha pregato cosi' Abu Mazen al termine di un breve intervento seguito alle invocazioni di pace. "Ti supplico, O Signore, in nome del mio popolo, il popolo della Palestina - ha scandito a nome dei musulmani, cristiani e 'samaritani' - che desidera ardentemente una pace giusta, una vita degna e la liberta'". "O Signore - ha chiesto Abbas - porta una pace comprensiva e giusta al nostro Paese e alla regione cosicche' il nostro popolo e i popoli del Medio Oriente e il mondo intero possano godere il frutto della pace, della stabilita' e della coesistenza". Ti supplico O Signore - ha continuato Abu Mazen - di rendere il futuro del nostro popolo prospero e promettente, con liberta' in uno stato sovrano e indipendente. Concedi, O Signore, alla nostra regione e al suo popolo sicurezza, salvezza e stabilita'". "Noi - ha continuato il presidente palestinese, sempre in forma di preghiera - ti chiediamo di rendere la Palestina e Gerusalemme in particolare una terra sicura per tutti i credenti, e un luogo di preghiera e di culto per i seguaci delle tre religioni monoteistiche - Ebraismo, Cristianesimo, Islam - e per tutti coloro che desiderano visitarla come e' stabilito nel sacro Corano. O Signore, tu sei la pace e la pace promana da te. O Dio di Gloria e di Maesta' donaci sicurezza e salvezza, e allevia la sofferenza del mio popolo nella patria e nella diaspora".

Peres 1, mai piu' la guerra, l'ho vista da bambino - "Quando ero ragazzo, a 9 anni, mi ricordo la guerra, mai piu' mai piu'!". Il presidente israeliano Shimon Peres ha aggiunto questo ricordo personale al breve discorso che aveva preparato per il "vertice di preghiera" convocato da Papa Francesco in Vaticano.

Peres 2, pace e' possibile con "sacrifici e compromessi" - "La pace non viene facilmente. Noi dobbiamo adoperarci con tutte le nostre forze per raggiungerla. Per raggiungerla presto. Anche se cio' richiede sacrifici o compromessi". Sono parole di Shimon Peres al termine del "vertioce di preghiera" convocato da Papa Francesco in Vaticano. " Noi ci salutiamo - ha osservato il presidente israeliano - con questa benedizione: 'Shalom', 'Salam'. Noi dobbiamo essere degni del significato profondo ed esigente di questa benedizione. Anche quando la pace sembra lontana, noi dobbiamo perseguirla per renderla piu' vicina". Secondo il presidente Peres, "se noi perseguiamo la pace con perseveranza, con fede, noi la raggiungeremo. Ed essa durera' grazie a noi, a tutti noi, di tutte le fedi, di tutte le nazioni". In proposito il presidente israeliano ha citato la Scrittura: "Essi trasformeranno le loro spade in aratri e le loro lance in falci. Un popolo non alzera' piu' la spada contro un altro popolo e non si eserciteranno piu' nell'arte della guerra". "Il Libro dei Salmi - ha aggiunto - ci dice: 'Se ami la vita e desideri vedere lunghi giorni, trattieni la tua lingua dal male e le tue labbra dalla menzogna. Allontanati dal male e fa il bene, cerca la pace e perseguila'". Per il capo di Stato che e' a due settimane dalla conclusione del suo mandato, "questo significa, che dobbiamo perseguire la pace. Ogni l'anno. Ogni giorno". "L'anima - ha poi osservato Peres con commozione al termine dell'invocazione di oggi per il Medio Oriente - s'innalza alla lettura di questi versi di visione eterna". "E noi possiamo, insieme e ora, israeliani e palestinesi - trasformare la nostra nobile visione in una realta' di benessere e prosperita'. E' in nostro potere portare la pace ai nostri figli. Questo e' il nostro dovere, la missione santa dei genitori. Lasciatemi concludere con una preghiera: Colui che fa la pace nei cieli faccia pace su di noi e su tutto Israele e sul mondo intero, e diciamo: Amen".

Il grazie di Papa Francesco a Bartolomeo I e a chi prega - "Ringrazio Vostra Santita', venerato Fratello Bartolomeo, per essere qui con me ad accogliere questi illustri ospiti. La sua partecipazione e' un grande dono, un prezioso sostegno, ed e' testimonianza del cammino che come cristiani stiamo compiendo verso la piena unita'". Papa Farncesco ha reso omaggio cosi' alla presenza di Bartolomeo I, patriarca di Costantinopoli, al "vertice di preghiera di oggi.

"Questo nostro incontro di invocazione della pace in Terra Santa, in Medio Oriente e in tutto il mondo e' accompagnato - ha aggiunto Francesco - dalla preghiera di tantissime persone, appartenenti a diverse culture, patrie, lingue e religioni: persone che hanno pregato per questo incontro e che ora sono unite a noi nella stessa invocazione. E' un incontro che risponde all'ardente desiderio di quanti anelano alla pace e sognano un mondo dove gli uomini e le donne possano vivere da fratelli e non da avversari o da nemici".

Papa, la pace richiede piu' coraggio che la guerra - "Vi ringrazio dal profondo del cuore per aver accettato il mio invito a venire qui per invocare insieme da Dio il dono della pace. Spero che questo incontro sia l'inizio di un cammino nuovo alla ricerca di cio' che unisce, per superare cio' che divide". Con queste parole Papa Francesco si e' rivolto ai presidenti israeliano Shimon Peres e palestinese Abu Mazen. "La vostra presenza signori presidenti - ha dichiarato il Pontefice - e' un grande segno di fraternita', che compite quali figli di Abramo, ed espressione concreta di fiducia in Dio, Signore della storia, che oggi ci guarda come fratelli l'uno dell'altro e desidera condurci sulle sue vie". "Per fare la pace - ha scandito - ci vuole coraggio, molto di piu' che per fare la guerra". "Ci vuole coraggio - ha spiegato Bergoglio - per dire si' all'incontro e no allo scontro; si' al dialogo e no alla violenza; si' al negoziato e no alle ostilita'; si' al rispetto dei patti e no alle provocazioni; si' alla sincerita' e no alla doppiezza. Per tutto questo ci vuole coraggio, grande forza d'animo". Nel suo intervento, Francesco ha poi ricordato che "il mondo e' un'eredita' che abbiamo ricevuto dai nostri antenati, ma e' anche un prestito dei nostri figli: figli che sono stanchi e sfiniti dai conflitti e desiderosi di raggiungere l'alba della pace; figli che ci chiedono di abbattere i muri dell'inimicizia e di percorrere la strada del dialogo e della pace perche' l'amore e l'amicizia trionfino".

"Molti, troppi dei nostri figli sono caduti vittime innocenti della guerra e della violenza, piante strappate nel pieno rigoglio". Con voce grave, Papa Francesco ha ricordato ai presidenti israeliano Shimon Peres, e palestinese, Abu Mazen, "il nostro dovere di far si' che il loro sacrificio non sia vano"."La loro memoria - ha detto nel suo intervento seguito alle invocazioni di pace pronunciate nelle diverse lingue e seguendo le tre tradizioni religiose - infonda in noi il coraggio della pace, la forza di perseverare nel dialogo ad ogni costo, la pazienza di tessere giorno per giorno la trama sempre piu' robusta di una convivenza rispettosa e pacifica, per la gloria di Dio e il bene di tutti".

E ancora: "Piu' di una volta siamo stati vicini alla pace, ma il maligno, con diversi mezzi, e' riuscito a impedirla. Per questo siamo qui, perche' sappiamo e crediamo che abbiamo bisogno dell'aiuto di Dio. La storia - ha sottolineato nel panorama surreale di un prato triangolare che nei Giardini Vaticani si apre alla visuale della basilica di San Pietro ed oggi ospitava rabbini e imam - ci insegna che le nostre sole forze non bastano".

"Non rinunciamo alle nostre responsabilita', ma invochiamo Dio - ha esortato il Papa rivolto ai presidenti israeliano e palestinese e alle loro delegazioni - come atto di suprema responsabilita', di fronte alle nostre coscienze e di fronte ai nostri popoli: abbiamo sentito una chiamata, e dobbiamo rispondere: la chiamata a spezzare la spirale dell'odio e della violenza, a spezzarla con una sola parola: 'fratello'. Ma per dire questa parola -ha scandito - dobbiamo alzare tutti lo sguardo al Cielo, e riconoscerci figli di un unico Padre". "A Dio - ha poi affermato Francesco - nello Spirito di Gesu' Cristo, io mi rivolgo, chiedendo l'intercessione della Vergine Maria, figlia della Terra Santa e Madre nostra: Signore Dio di pace, ascolta la nostra supplica! Abbiamo provato tante volte e per tanti anni a risolvere i nostri conflitti con le nostre forze e anche con le nostre armi; tanti momenti di ostilita' e di oscurita'; tanto sangue versato; tante vite spezzate; tante speranze seppellite. Ma i nostri sforzi - ha dichiarato il Papa - sono stati vani". "Ora - ha infine invocato Francesco - Signore, aiutaci Tu! Donaci Tu la pace, insegnaci Tu la pace, guidaci Tu verso la pace. Apri i nostri occhi e i nostri cuori e donaci il coraggio di dire (con Pio XII, ndr) : 'mai piu' la guerra!'; 'con la guerra tutto e' distrutto!'".

La conclusione del discorso di Francesco: "Signore disarma la lingua e le mani" - Francesco ha concluso il suo intervento con una commovente invocazione di pace al "Signore, Dio di Abramo e dei Profeti", al quale ha chiesto: "Disarma la lingua e le mani". "Infondi in noi Signore - ha pregato ancora - il coraggio di compiere gesti concreti per costruire la pace. Dio Amore che ci hai creati e ci chiami a vivere da fratelli, donaci la forza per essere ogni giorno artigiani della pace; donaci la capacita' di guardare con benevolenza tutti i fratelli che incontriamo sul nostro cammino". "Rendici disponibili - ha invocato Bergoglio - ad ascoltare il grido dei nostri cittadini che ci chiedono di trasformare le nostre armi in strumenti di pace, le nostre paure in fiducia e le nostre tensioni in perdono". "Tieni accesa Signore - ha poi concluso la sua invocazione il Papa - in noi la fiamma della speranza per compiere con paziente perseveranza scelte di dialogo e di riconciliazione, perche' vinca finalmente la pace. E che dal cuore di ogni uomo siano bandite queste parole: divisione, odio, guerra! Signore, disarma la lingua e le mani, rinnova i cuori e le menti, perche' la parola che ci fa incontrare sia sempre fratello, e lo stile della nostra vita diventi: shalom, pace, salam! Amen".

pulmino vaticano
 

Islamici invocano pace per la terra della pace - "O Dio, porta la pace nella terra della pace. O Padrone di splendore ed onore, rimuovi l'ingiustizia dagli oppressi in questa terra, nutri il tuo popolo che ha fame, e proteggilo dalla paura, tienilo lontano dal male e da coloro che commettono il male, dagli aggressori iniqui, O Signore dei Mondi". E' stata questa l'invocazione di pace ad Allah letta in arabo nei Giardini vaticani al "vertice di preghiera" convocato da Papa Francesco. "O Dio - si e' pregato ancora in arabo - rendici inclini verso tutto cio' che e' buono, avversi a tutto cio' che e' cattivo, Ti chiediamo di indicarci tutto cio' che e' buono e giusto". "Donaci, O Dio, sicurezza, pace, tranquillita' e fede, per noi e per la nostra gente, le nostre famiglie, i nostri padri e le nostre madri, i nostri figli e le nostre figlie, e per tutta l'umanita' e per tutte le nazioni, tutte le creature della Tua grande creazione", continua il testo della preghiera islamica letta da un imam sullo sfondo della Basilica di San Pietro. "Noi - hanno pregato i musulmani presenti con Abu Mazen, ma anche quelli di cittadinanza israeliana al seguito di Peres come Mohammad Kiwan e Moafaq Tarif - cerchiamo rifugio in Te per non perderci e per non essere traviati, per non cadere e per non far cadere, per non compiere il male e per non far subire il male, per non commettere violenze e per non far commettere violenze contro di noi, perdonaci tutti i peccati che abbiamo commesso in tutto questo. O Dio, che sei il piu' Misericordioso di tutti, poiche' la nostra speranza e' nella Tua misericordia, e noi temiamo i Tuoi castighi, tienici lontani dagli ingiusti e dai violenti". "O Signore del mondo, aiutaci - conclude il testo islamico letto nei Giardini Vaticani - a venire in soccorso di coloro che sono ingiustamente oppressi, in modo che Tu ci conceda in cio' la Tua misericordia, il Tuo perdono e il Tuo compiacimento. Donaci, O Signore, il bene in questo mondo e nell'altro, e proteggici dal tormento del fuoco".

I cristiani ripartono dal "mea culpa" di San Wojtyla - "Noi non siamo stati custodi della Tua creazione e, specialmente nella Tua Terra Santa, abbiamo intrapreso guerre, compiuto violenza, abbiamo insegnato il disprezzo per i nostri fratelli e sorelle, offendendo profondamente Te, Padre di tutti noi. Donaci la grazia di impegnarci nuovamente per 'agire con giustizia, amare la misericordia, e camminare umilmente con il nostro Dio' per mezzo di Cristo nostro Signore. Amen". Sono parole di San Giovanni Paolo II (che nel 2000 pronuncio' il famoso "mea culpa" per le colpe degli uomini di Chiesa) e sono state lette dal patriarca latino di Gerusalemme Fouad Twal al "vertice di preghiera" con il Papa, Bartolomeo I e i presidenti israeliano Shimon Peres e Abu Mazen.

La lettura e' proseguita con la voce del cardinale ghanese Peter Turkson, presidente del Pontificio Consiglio Giustizia e Pace, che ha continuato con le parole di Wojtyla: "Volgiamoci con fiducia a Dio nostro Padre, che e' misericordioso e compassionevole, lento all'ira, grande nell'amore e nella fedelta', chiediamogli di accettare il pentimento del suo popolo che umilmente confessa i propri peccati e di concedergli misericordia. Preghiamo che contemplando Gesu', nostro Signore e nostra Pace, i Cristiani siano capaci di pentirsi delle parole e degli atteggiamenti causati dall'orgoglio, dall'odio, dal desiderio di dominare gli altri, dall'inimicizia verso i membri di altre religioni e verso i gruppi piu' deboli della societa', come i migranti e gli itineranti. Preghiamo per tutti coloro che hanno subito affronti contro la dignita' umana e per coloro i cui diritti sono stati calpestati"

Una giovane donna ha poi letto in arabo la "preghiera semplice" attribuita a San Francesco d'Assisi: "O Signore, fa' di me uno strumento della tua Pace: Dove e' odio, fa' ch'io porti l'Amore, Dove e' offesa, ch'io porti il Perdono. Dove e' discordia, ch'io porti l'Unione. Dove e' dubbio, ch'io porti la Fede. Dove e' errore, ch'io porti la Verita'. Dove e' disperazione, ch'io porti la Speranza. Dove e' tristezza, ch'io porti la Gioia. Dove sono le tenebre, ch'io porti la Luce. O Maestro, fa' che io non cerchi tanto l'essere consolato, quanto il consolare. L'essere compreso, quanto il comprendere. L'essere amato, quanto l'amare. Poiche' e' dando, che si riceve; Perdonando, che si e' perdonati; Morendo, che si risuscita a Vita Eterna". Infine, commentata dalle note di un'arpa, la donna ha letto in arabo una vera e propria invocazione di pace: "O Dio, Padre Onnipotente, noi qui riuniti ti preghiamo di trasformarci in strumenti della Tua pace, assetati di giustizia, capaci di perdono e fautori di riconciliazione. Converti i nostri cuori all'azione del Tuo Spirito, apri i nostri occhi per vedere la Tua immagine nel volto di ogni persona, muovi le nostre mani ad unirsi a quelle dei nostri fratelli e sorelle, per costruire insieme un mondo dove tutti possano vivere in pace. Benedici la Terra Santa, affinche' da quella Terra benedetta la pace possa giungere fino ai confini del mondo. Nel nome di Cristo nostro Signore. Amen".

Bartolomeo legge in inglese il salmo 8 e Isaia - Il momento della preghiera cristiana e' stato aperto dal patriarca Bartolomeo I che ha letto il salmo 8 e un brano del Libro di Isaia.

La preghiera ebraica, "Dio, togli tutte le colpe!" - Togli tutte le colpe; accetta cio' che e' buono, e noi offriremo il frutto delle nostra labbra". Questa invocazione e' stata letta in ebraico da un rabbino con barba e lobbia sul capo al "vertice di preghiera" che ha riunito nei Giardini Vaticani i presidenti israeliano, Shimon Peres, e palestinese, Abu Mazen, con Papa Francesco e il patriarca ecumenico Bartolomeo I. "O Signore nostro Dio, che amasti Israele Tuo popolo nella Tua misericordia, e nella Tua pieta', Tu - hanno pregato gli ebrei nei Giardini Vaticani - hai avuto compassione dei figli della Tua alleanza, e ci hai concesso il perdono dei peccati, il perdono delle colpe e l'espiazione del crimine". Dopo un breve intermezzo musicale e' stata pronunciata come "Invocazione per la pace" la "Preghiera di Nahman di Breslavia Signore della Pace, Divino Sovrano, al quale appartiene la pace!". "Costruttore di Pace Creatore di tutte le cose! Sia Tua volonta' - e' stato chiesto a Dio - porre fine alla guerra e allo spargimento di sangue nel mondo, diffondere pace perfetta e meravigliosa in tutto il mondo, cosi' che le nazioni non leveranno la spada l'una contro l'altra, ne' impareranno piu' la guerra. Aiutaci e salva tutti noi, fa' che meritiamo di restare fortemente ancorati alla virtu' della pace. Fa' che ci sia una pace vera e perfetta fra ogni persona e il suo prossimo, e fra marito e moglie, e fa' che non ci siano divisioni fra i popoli, neppure nel loro cuore. Fa' che ognuno ami la pace e persegua la pace sempre nella verita' e nell'integrita', fa' che non cadiamo preda delle divisioni neanche quando provengono da quanti non sono in accordo con noi. Fa' che nessuno di noi mai disonori alcuno sulla terra, grande o piccolo e che davvero possiamo meritare di rispettare il comandamento "ama il prossimo tuo come te stesso", con tutto il cuore, con tutto il corpo, con tutta l'anima e tutti i nostri averi. Fa' che cio' che e' scritto sia realizzato in noi: "Concedero' la pace sulla terra, e voi riposerete, e nessuno vi fara' temere; allontanero' gli animali pericolosi dalla terra, e nessuna spada attraversera' la vostra terra". Dio che e' pace, ci benedica con la pace! Preghiera per la pace Concedi pace, bonta', benedizione, grazia, amore e rispetto, e misericordia; a noi e a tutto il nostro popolo d'Israele e a tutto il mondo. Benedici tutti noi con la luce del Tuo Volto, Padre nostro. Perche' con la luce del Tuo Volto, Tu ci ha dato O Signore nostro Dio, una Torah di Vita, amore e rispetto, e rettitudine e benedizione e misericordia e vita e pace. Sia la tua volonta' benedire tutti noi con la Tua Pace".

Abbraccio tra Abbas e Peres davanti al Papa - Si sono salutati con un abbraccio e dei baci il presidente israeliano Shimon Pers e il presidente palestinese Abu Mazen, davanti al Papa, nella hall di Santa Marta. Subito dopo li ha raggiunti il patriarca ecumenico Bartolomeo I, che ha abbracciato e baciato a sua volta Francesco e Abbas e stretto la mano a Peres.

La foto storica dei quattro che camminano insieme - Accanto alla foto dell'abbraccio di Peres e Abbas nella hall di Santa Marta, restera' consegnata alla storia l'immagine di Francesco e Bartolomeo, con ai lati i due presidenti, Peres e Abbas, che lentamente camminano insieme nei Giardini Vaticani dal pulmino fino al vertice del prato triangolare posto davanti ai Musei Vaticani. Ai lati esterni il custode di Terra Santa padre Pierbattista Pizzaballa, francescano, e il reggente della Casa Pontificia, padre Leonardo Sapienza, rogazionista, un po' indietro il prefetto, arcivescovo Georg Gaenswein. Papa Francesco ha poi preso posto su una piccola pedana con accanto i due presidenti: Abu Mazen alla destra del Pontefice e Peres alla sinistra. Bartolomeo su un'altra pedana da solo. Le delgazioni a destra guardando verso il Papa: religiosi cristiani, politici delle due delegazioni, musicisti; a sinistra: religiosi musulmani ed ebrei".

Papa Francesco twitta

papa francesco twitter
 

Papa, Abbas, Peres e Bartolomeo sullo stesso pulmino - Papa Francesco ha voluto viaggiare sullo stesso pulmino con i suoi ospiti (il presidente israeliano Shimon Peres e quello palestinese Abu Mazen, oltre al patriarca Bartolomeo I) dalla domus Santa Marta al piazzale dei Giardini Vaticani davanti ai Musei dove si svolge l'incontro di preghiera. Appena hanno preso posto (Francesco, Abbas con le spalle al guidatore e Peres, Bartolomeo e il custode di Terra Santa Pizzaballa di fronte, c'e stato un momento di ilarita': sono tutti scoppiati a ridere commentando l'insolita situazione.

papa francesco abbas
 

M.O.: Peres e Abbas con il Papa per pregare ciascuno a suo modo -  "Il Signore vi conceda la pace! Siamo convenuti in questo luogo, Israeliani e Palestinesi, Ebrei, Cristiani e Musulmani, per offrire la nostra preghiera per la pace, per la Terra Santa e per tutti i suoi abitanti". Con queste parole e' stata introdotta nei Giardini Vaticani l'"Invocazione per la pace" in Medio Oriente che per iniziativa di Papa Francesco ha riunito il Papa e i presidenti israeliano Shimon Peres e palestinese Abu Mazen, presente anche il patriarca di Costantinopoli Bartolomeo I ("mio fratello", lo ha chiamato con spontaneita' Francesco questa mattina). I due presidenti e i due capi religiosi sono insieme per pregare "ma ciascuno a suo modo, cioe' non pregando insieme", come ha precisato il custode di Terra Santa, padre Pierbattista Pizzaballa per evitare le inevitabili contestazioni dei fondamentalisti delle varie fedi, cristiani compresi. "Con Papa Francesco, che ha fortemente voluto questo momento, il Patriarca Bartolomeo di Costantinopoli e tutti i presenti, il presidente Shimon Peres ed il presidente Mahmoud Abbas, si uniranno a noi in preghiera, esprimendo il desiderio che i loro rispettivi popoli affidino a Dio la comune ed ardente aspirazione alla pace", ha spiegato in inglese una giovane speaker, vestita con una blusa turchese e una gonna lunga bianca, in apertura del "vertice di preghiera". "L'incontro di questa sera - ha continuato la giovane - si svolgera' in tre tempi, a cui seguira' una conclusione. Ogni tempo sara' dedicato alla preghiera da parte di una delle tre comunita' religiose, in ordine cronologico: Ebraica, Cristiana, Musulmana. Ogni tempo sara' suddiviso in tre parti. La prima parte sara' un'espressione di lode a Dio per il dono della creazione, e per averci creato membri di una sola famiglia umana. Nella seconda parte chiederemo perdono a Dio per tutte le volte in cui abbiamo mancato di comportarci come fratelli e sorelle; e per i nostri peccati contro Dio e contro il nostro prossimo. Nella terza parte presenteremo un'invocazione a Dio affinche' ci conceda il dono della pace in Terra Santa e ci renda capaci di essere costruttori di pace. Ognuno di questi tre momenti sara' scandito da un breve intermezzo musicale. Una meditazione musicale piu' prolungata concludera' ognuna delle tre parti principali".

Tags:
medio orienteperesabbaspapa francesco
in evidenza
Tatangelo, bikini fa girare la testa Britney Spears senza il reggiseno

E Ilary Blasi... FOTO DELLE VIP

Tatangelo, bikini fa girare la testa
Britney Spears senza il reggiseno

i più visti
in vetrina
Federica Pellegrini, balletto irresitibile da medaglia d'oro dopo le Olimpiadi

Federica Pellegrini, balletto irresitibile da medaglia d'oro dopo le Olimpiadi





casa, immobiliare
motori
A luglio i motociclisti italiani in sella per 14mila ore e quasi 8mila km

A luglio i motociclisti italiani in sella per 14mila ore e quasi 8mila km


Testata giornalistica registrata - Direttore responsabile Angelo Maria Perrino - Reg. Trib. di Milano n° 210 dell'11 aprile 1996 - P.I. 11321290154

© 1996 - 2021 Uomini & Affari S.r.l. Tutti i diritti sono riservati

Per la tua pubblicità sul sito: Clicca qui

Contatti

Cookie Policy Privacy Policy

Cambia il consenso

Affaritaliani, prima di pubblicare foto, video o testi da internet, compie tutte le opportune verifiche al fine di accertarne il libero regime di circolazione e non violare i diritti di autore o altri diritti esclusivi di terzi. Per segnalare alla redazione eventuali errori nell'uso del materiale riservato, scriveteci a segnalafoto@affaritaliani.it: provvederemo prontamente alla rimozione del materiale lesivo di diritti di terzi.