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Merciaia chiuderà a 99 anni l’attività, il bancomat non lo vuole usare

Guerra fiscale in atto, è l’italia di Zalone

Merciaia chiuderà a 99 anni l’attività, il bancomat non lo vuole usare
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Brunilde a Firenze chiuderà la sua merceria non appena entrerà in vigore l’obbligo di munirsi del POS, l’attività va avanti dal 1927. Il Senatore Siri: “In troppi dimenticano che a oltre 12 milioni di famiglie viene garantito lo stipendio di fine mese perché ci sono 5 milioni di piccoli imprenditori che creano lavoro”

 

L’aveva fondata sua mamma quella merceria a Firenze, e Brunilde, che sin da piccina lavorava nella bottega, non ha figli, ha perso le sorelle, è rimasta sola a condurre un pezzo di storia che dal 1927 commercia calze, nylon, mutande, canottiere, ecc.

Non l’età, come ci ha raccontato Repubblica una settimana fa, ma l’entrata in vigore del POS per tutti gli esercenti commerciali – prima previsto a gennaio poi slittato a luglio 2020 – farà sì che la signora tiri giù la saracinesca per sempre. Ha resistito umanamente sino a 99 anni, ma evidentemente le commissioni bancarie e gli obblighi fiscali possono stroncare qualsiasi passione.

“Non lo so usare e nemmeno voglio imparare. Se il governo mi costringerà a metterlo in negozio vuol dire che è arrivato il momento di lasciare l’attività”, dice Brunilde.

Se a ciò aggiungiamo il total tax rate delle imprese italiane che si attesta al 64%, certificato da Unimpresa, ed il dossier al cardiopalma di Federcontribuenti, dove risulta che il 25,8% degli autonomi vive sotto la soglia di povertà ISTAT, tastiamo una situazione desertificante. Nel giro degli ultimi tre anni abbiamo perso 3,3 milioni di partite IVA.

Un controllo ogni tre giorni, 100 controlli l’anno da 15 enti diversi. Una vera e propria guerra fiscale, messa in scena egregiamente dalla pellicola nelle sale di Checco Zalone – Tolo Tolo, dove l’imprenditore “nato per sognare” si trasferisce in Africa ed immagina un Mondo “guidato dal buon senso”, senza più abusi dall’Italia predatrice.

Emette – alla luce di ciò – un urlo di dolore il padre della Flat Tax italiana, il senatore Armando Siri della Lega che ricorda:

“Chi si mette in proprio, rischia del suo, lavora magari 18 ore al giorno, non ha ferie pagate, maternità, TFR, e l’anno è di soli 12 mesi. NON SOLO deve lottare per stare sul mercato ma ha lo STATO CONTRO che gli mette i bastoni fra le ruote un giorno sì e un giorno no.

In troppi dimenticano che a oltre 12 milioni di famiglie viene garantito lo stipendio di fine mese perché ci sono 5 milioni di piccoli imprenditori che creano lavoro e continuano a stare in piedi nonostante l’accanimento e le vessazioni che subiscono.”

Di Andrea Lorusso
FB @andrealorusso1991