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Delitto di Perugia, ho sognato Nero Wolfe. Sollecito e Knox...
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Incredibile accoglienza per i due VIP

  

Non so i tg regionali, nazionali italiani e addirittura di altre nazioni, che risalto abbiano dato all'arrivo in aereo a PG dei due VIP internazionali Sollecito e Knox. Il piccolo aeroporto perugino sembrava inadeguato per un evento così rilevante.                         

Giornalisti ansiosi di usare cineprese, flash, microfoni e registratori, si spingevano l'un l'altro per piazzarsi sullo spazio dove prevedevano venissero posati i piedi delle due celebrità. Sembrava attendessero Biden e Putin che avevano annunciato d'aver scelto Perugia per porre fine alla guerra e porre le condizioni per un duraturo assetto di Pace. Insomma, Perugia, ... la nuova Yalta.

Tale incredibile accoglienza per i due VIP, a dimostrazione che, a 15 anni dal loro coinvolgimento nell'orripilante delitto di Perugia, il loro caso continua ad avere il più grande richiamo mediatico. Un interesse quasi morboso, facilmente comprensibile e spiegabile.               

Per avere un'idea dell'interesse dei media anche extra perugini, per il delitto di Perugia, basta consultare la rete, digitando qualche parola inerente ai nomi e ai fatti. 

Perché tanto interesse che, prevedibilmente, durerà fino a quando i due VIP, saranno in vita? Ecco, in breve, i motivi:

l'opinione pubblica, specialmente a Perugia, è in grandissima maggioranza convinta della colpevolezza dei due VIP;

questi due, erano fidanzatini così innamorati e affiatati, da non riuscire a smettere di sbaciucchiarsi davanti a tutti, la mattina del 2 novembre, col cadavere della loro "amica", a pochi metri da loro, in un lago di sangue, scoperto, a loro dire, solo alcune ore prima. Ma questo irresistibile amore, dopo sette giorni di risposte identiche date agli inquirenti, si trasformò in guerra. Il fidanzamento rotto e per sempre, con la clamorosa spiegazione del fidanzato che cambiava racconto dei fatti, spiegando, parole testuali "(Amanda) mi ha fatto dire un sacco di cazzate!"

Libri, continue interviste dei due VIP, non possono risultare convincenti, come non convincente è la possibilità che Rudy, il terzo "amico" dell'uccisa, possa aver agito da solo. Anche lui ha scritto un libro, con un giornalista perugino in cui dichiara di non aver ucciso Meredith. Credendo a tuti e tre, cioè alla loro innocenza, non resterebbe che una soluzione: Meredith si è suicidata... riuscendo a tagliarsi la gola da sola.

Iniziative come quest'ultima, di recarsi a Perugia per andare a Gubbio, come da programma pre delitto, ha peggiorato la loro immagine di narcisi in cerca ancora di pubblicità: potevano romanticamente mantener fede a quel proposito, senza ricorrere, tanto per cambiare, alla fanfara della pubblicità. Anche la piccolissima minoranza innocentista, ne è rimasta disgustata;

"Meredith, una verità ancora da cercare", così a TEF (Tele Emittente Fornari, rete locale perugina) si è espresso pochi giorni fa, il dr Giuliano Mignini, pubblico ministero nei processi, che ha avuto l'ottima idea di pubblicare (uscirà a giorni), presso l'Editore Morlacchi, un libro d'importanza storica; contiene gli atti processuali, per far giudicare, ai non prevenuti, il proprio operato e per far concludere, con le sentenze in contrasto tra loro, appunto, che la verità è ancora da cercare.

Segnalo qui un'iniziativa di alcuni diventati esperti del giallo e che potremmo definire giudici popolari (autonominatisi). 

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Tags:
meredith sollecito knox perugia
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