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Immigrati: dramma infinito, Unhcr “1.889 vittime in otto mesi”

 

Gli ultimi giorni sono stati i peggiori di quest’anno per le persone che affrontano la traversata del Mediterraneo per raggiungere l’Europa: almeno tre navi si sono capovolte o sono affondate e si contano piu’ di 300 vittime. Nel complesso, l’Unhcr stima che al momento siano 1.889 le persone morte quest’anno in queste traversate, di cui 1.600 dall’inizio di giugno. Il primo e il piu’ grande di questi incidenti si e’ verificato venerdi’, quando un’imbarcazione che, a quanto riferito, trasportava almeno 270 persone si e’ capovolta nei pressi di Garibouli a est di Tripoli. Sono sopravvissute 19 persone, tra cui una donna. Da allora la guardia costiera libica ha recuperato i corpi di 100 vittime, tra cui cinque bambini di eta’ inferiore ai 5 anni e sette donne, ma si teme che gli altri passeggeri siano annegati. Secondo le testimonianze dei sopravvissuti, l’imbarcazione era gia’ al completo e altre persone sono state stipate a bordo prima della partenza.

In un secondo incidente avvenuto nella sera di sabato 23 agosto, un gommone danneggiato e’ stato recuperato dalla Marina Militare italiana a 20 miglia dalle acque territoriali libiche. Sono state tratte in salvo settantatre persone e recuperati diciotto corpi. Si ritiene che ci siano ancora dieci dispersi. I passeggeri provenivano per lo piu’ dal Mali, dalla Costa d’Avorio, dalla Guinea e dal Sudan. Il gommone era gia’ parzialmente sgonfio quando e’ stato avvistato da un aereo italiano impegnato nelle operazioni di ricerca e soccorso e sono stati calati i gommoni di salvataggio per le persone cadute in acqua. In un terzo incidente, avvenuto domenica sera, 24 agosto, un peschereccio che trasportava circa 400 persone si e’ capovolto a nord della costa libica, in condizioni di cattivo tempo. La marina e la guardia costiera italiana, in un’operazione congiunta con una nave mercantile nelle vicinanze, ha tratto in salvo 364 persone. Finora sono stati recuperati 24 corpi e si teme che vi siano altre vittime. Il principale paese di partenza per l’Europa e’ la Libia, dove il peggioramento della situazione ha favorito la crescita del traffico di persone, ma ha anche spinto i rifugiati e i migranti che si trovano nel paese a decidere di affrontare la rischiosa traversata in mare piuttosto che rimanere in una zona di guerra. L’Unhcr esprime “apprezzamento per l’operazione Mare Nostrum condotta dalla Marina Militare e dalla guardia costiera italiana, che ha permesso di salvare migliaia di vite”. A fronte di un numero crescente di rifugiati e migranti che rischiano la vita in mare per raggiungere l’Europa, per lo piu’ eritrei, siriani e somali, “e’ necessaria un’azione urgente che contempli anche la ricerca di alternative legali a questi pericolosi viaggi. E’ di vitale importanza che i sopravvissuti a queste tragedie, che spesso hanno perso la famiglia e gli amici, abbiano accesso immediato a un supporto psicologico una volta sbarcati”. Nel 2011 sono state circa 1.500 le vittime; nel 2012 circa 500; nel 2013 oltre 600 e finora nel 2014 oltre 1.880. Arrivi stimati: nel 2011 circa 69.000; nel 2012 circa 22.500; nel 2013 circa 60.000; finora, nel 2014 circa 124.380.