“Presentiamo il primo step del nostro piano ‘rimpatri sicuri’. E’ stato un lavoro di squadra, firmiamo il decreto interministeriale che ci consente di portare, per una serie di paesi, le procedure per stabilire se un migrante puo’ stare in Italia oppure no, da circa due anni a 4 mesi”. Lo ha detto il ministro degli Affari Esteri, Luigi Di MAIO, nel corso della presentazione del decreto rimpatri sicuri. “E’ un meccanismo grazie al quale si accelera sui rimpatri. Fino ad oggi se ci sono persone che fanno richieste di asilo, e ci sono tutti i ricorsi, quindi anche se vogliamo rimpatriarli non possiamo farlo perche’ c’e’ una procedura in corso. Adesso dall’aspettare due anni, possiamo aspettare circa 4 mesi, e se l’esito e’ negativo, quindi queste persone non possono stare in Italia allora possiamo avviare subito il meccanismo dei rimpatri” ha aggiunto Di MAIO ” l’elenco di questi paesi rappresenta un primo step”. I paesi ‘sicuri’ nella lista sono: Algeria, Marocco, Tunisia, Albania, Bosnia-Erzegovina, Capoverde, Ghana, Kosovo, Macedonia del Nord, Montenegro, Senagal , Serbia, Ucraina.
Migranti, Lamorgese: Ok Di Maio, soluzione non è redistribuzione – “Sono d’accordo”. Lo ha detto la ministra dell’Interno, Luciana Lamorgese, al termine del Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica a Milano, rispondendo a una domanda sulla posizione del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, secondo cui la redistribuzione dei migranti non può essere l’unica soluzione. “Il risultato portato a Malta – ha aggiunto – è un risultato che va visto nella sua interezza, perché quello è solo un inizio. Non ho mai usato toni trionfalistici, perché la strada è lunga e difficile. E’ un pre-accordo e lo andremo a esaminare martedì a Lussemburgo”, in occasione del Consiglio europeo per gli Affari interni della prossima settimana.
A Malta “sono state messe nero su bianco le quote obbligatorie” di migranti, “che uno Stato si prende ed è caduto anche il tabù dei porti. A Lussemburgo presenteremo” il pre-accordo “e ogni Stato dovrà verificare. Il 9 è prevista la presentazione, non ancora la firma. E’ tutto un work in progress.Parlare soltanto di redistribuzione vuol dire parlare in maniera semplicistica di un problema molto più complesso. Questa non è l’unica questione, poi ci sono i corridoi umanitari e parliamo di Paesi come Libia e Tunisia, dove c’è una situazione politica” particolare.

