«Voglio dire chiaramente che la frontiera italo-francese non è mai stata chiusa, Schengen non è mai stato sospeso». Lo ha detto un alto responsabile della prefettura della regione Alpes-Maritimes, precisando che la circolazione autostradale e ferroviaria «non è mai stata interrotta». Ma di fatto i migranti restano bloccati. È prevista per lunedì la riapertura delle frontiere della Germania, secondo quanto spiegano fonti della Commissione Ue. Il periodo notificato da Berlino in occasione del G7 andava infatti dal 27 maggio al 15 giugno. Gli esponenti del M5S della commissione Esteri della Camera hanno chiesto al ministro degli Esteri Gentiloni di «richiamare l’ambasciatore italiano in Francia per protesta. Parigi sta trattando i migranti come pacchi postali da rispedire al mittente: è vergognoso».
La situazione al confine tra Ventimiglia e Mentone resta delicata anche domenica. I migranti si trovano ancora sugli scogli presso Ponte San Ludovico. «Non torniamo indietro», «via la polizia» hanno urlato vedendo due unità del reparto mobile della polizia e di due unità del battaglione mobile dei carabinieri. L’arrivo di questo contingente delle forze dell’ordine italiane e il rafforzamento della presenza della Gendarmerie francese sulla linea di confine precedono l’annunciato arrivo di un pullman da Savona per portarli via.
«Stiamo immaginando qualche soluzione per l’accoglienza temporanea dei profughi che si trovano alla stazione di Ventimiglia e anche per prepararci a eventuali nuovi arrivi», dice il prefetto di Imperia, Silvana Tizzano, che domenica mattina ha presieduto il vertice al Comune di Ventimiglia.
«Le scene di Ventimiglia sono l’antipasto di quanto succederebbe se si chiudesse Schengen», ha affermato il ministro dell’Interno, Angelino Alfano, a SkyTg24. La crisi alla frontiera italo-francese sta diventando un caso europeo. Sulla questione è intervenuto anche Mike Hookem, del partito euroscettico britannico Ukip: «La chiusura del confine tra Francia e Italia dimostra che c’è una minaccia alla sicurezza proveniente da frontiere non controllate. Non possiamo avere confini della Gran Bretagna che iniziano in Italia e in altri Paesi del sud Europa inondati con richieste di asilo e immigrati perché questo ci mette alla mercé di trafficanti di uomini e gruppi terroristici», scrive l’europarlamentare nel suo blog.
Che il problema sia europeo lo dimostrano i 1.800 migranti, per lo più siriani, che sono sbarcati domenica al porto del Pireo, in Grecia. La notizia è stata fornita dalle autorità portuali che hanno precisato che 1.400 migranti erano di provenienza da Lesbos e 400 da Chios.
Sul piano politico interno la destra attacca a testa bassa il governo. «Il piano B annunciato da Renzi al Corriere della Sera, senza svelarlo, è sostanzialmente il bivacco a cui assistiamo da Roma a Milano a Ventimiglia. Da qui la lettera che denomina il piano: la «B» di Bivacco», ha scritto su Facebook il presidente della regione Liguria Giovanni Toti. «Nella tragicità della situazione il dato ancor più drammatico è che non è concesso sapere quale sia la soluzione alternativa del premier», ha aggiunto in una nota Mara Carfagna, portavoce di Forza Italia alla Camera. «I cittadini sono spaventati e vedono benissimo che lo Stato ha perso il controllo di larghe fette del territorio. Polizia e Carabinieri fanno quel che possono e sarebbe indispensabile reimpiegare l’esercito», propone Mariastella Gelmini, coordinatrice di Forza Italia in Lombardia. «L’Italia si è trasformata di fatto nel campo profughi d’Europa», secondo Giorgia Meloni, presidente di Fratelli d’Italia.

