Gli ingressi irregolari lungo la rotta del Mediterraneo centrale sono scesi a 16.454 nei primi sette mesi del 2026, il 55% in meno rispetto allo stesso periodo del 2025. Nell’intera Unione europea Frontex registra circa 61 mila attraversamenti, mentre il Mediterraneo occidentale cresce del 37%.
Il Mediterraneo occidentale cresce del 37%, mentre l’Africa occidentale scende del 60%
La rotta che attraversa il Mediterraneo centrale verso l’Italia ha registrato uno dei cali più marcati tra quelle monitorate da Frontex. Tra gennaio e luglio 2026 gli attraversamenti irregolari sono stati 16.454, contro i 36.656 dello stesso periodo del 2025. La diminuzione è del 55% e la Libia resta il principale Paese di partenza.
Nello stesso periodo gli attraversamenti irregolari delle frontiere esterne dell’Unione europea sono stati circa 61 mila, il 37% in meno su base annua. I dati sono preliminari e non comprendono gli eventi eccezionali registrati alla fine di luglio alla frontiera esterna di Ceuta. Il Mediterraneo centrale e quello orientale continuano comunque a concentrare circa il 60% degli ingressi rilevati alle frontiere esterne dell’Ue. Sulla rotta orientale Frontex ha contato 20.232 attraversamenti, con una diminuzione del 28% rispetto ai 28.068 dei primi sette mesi del 2025.
Il Mediterraneo occidentale è l’unica grande rotta in aumento. Gli attraversamenti sono passati da 8.175 a 11.217, con una crescita del 37%. Di questi, 8.648 sono avvenuti via mare e 2.569 via terra. Per gli ingressi terrestri il dato disponibile è aggiornato al 30 giugno. La riduzione più forte riguarda invece la rotta dell’Africa occidentale, scesa del 60% a 4.682 attraversamenti. Nei Balcani occidentali Frontex ne ha rilevati 4.910, il 26% in meno, mentre lungo la frontiera terrestre orientale gli ingressi sono stati 3.209, con un calo del 44%. Separatamente, i tentativi e gli attraversamenti riusciti della Manica verso il Regno Unito sono diminuiti del 46% a 22.469. Si tratta di uscite dall’Unione europea e per questo non rientrano nel totale dei circa 61 mila ingressi irregolari conteggiati da Frontex.
L’agenzia europea attribuisce la diminuzione complessiva a più fattori, compresa la cooperazione con i Paesi partner e le misure preventive adottate nei principali Paesi di partenza per limitare le partenze verso l’Europa. Frontex mantiene circa 3.800 agenti dispiegati lungo le frontiere esterne dell’Unione.

