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Cronache
Migranti, Macron gela l’Italia: "Centri solo in Italia-Spagna, non in Francia"

Migranti: Salvini, stop anche a rifornimenti Ong in porti 

"Ho sentito il ministro delle Infrastrutture, anche noi emaneremo una circolare che chiude i porti non solo allo sbarco ma anche alle attivita' di rifornimento alle navi Ong, che sono indesiderate in Italia". E' quanto ha affermato il ministro dell'Interno Matteo Salvini, a margine del festival del lavoro. "Le navi straniere finanziate in maniera occulta da potenze straniere in Italia non toccano terra", ha aggiunto. 

Migranti: Salvini, navi Ong vedranno Italia solo in cartolina

"Porti chiusi" per tutta l'estate alle navi delle Ong. Lo ha ribadito a Radio Capital il ministro dell'Interno, Matteo Salvini. "Vedranno l'Italia solo in cartolina, e l'Italia non sara' sola a comportarsi cosi'. Ma continueremo a salvare tutti quelli che sono da salvare, con gli Stati che faranno gli Stati. E non saremo piu' soli".

Migranti: Salvini, navi Ong invito a nozze per gli scafisti 

"Come mi dicono i militari italiani e persino quelli libici, le navi delle Ong aiutano gli scafisti, consapevolmente o meno: la loro presenza e' un pericolo per chi parte e un invito a nozze per gli scafisti". Lo ha affermato il vicepremier e ministro dell'Interno, Matteo Salvini, intervistato a "Circo Massimo" su Radio Capital. "Chi finanzia le Ong? C'e' l'Open Society Foundations di Soros che ha un chiaro disegno, quello di un'immigrazione di massa per cancellare quella che e' un'identita' che puo' piacere o meno ma che mi dispiacerebbe venisse distrutta". 

Migranti, Macron gela l’Italia: "Centri solo in Italia-Spagna, non in Francia"

Se e' vero che c'e' stata una svolta di principio sulla condivisione degli sbarchi dei migranti, accolto con soddisfazione da tutti i leader, ad accordo ancora 'caldo' gia' si profilano le prime divisioni. Intanto gia' il premier Giuseppe Conte confessa implicitamente di essere in parte deluso, dato che indica ad alcuni giornalisti che il negoziato poteva andare meglio per l'Italia. Un ridimensionamento chiaro rispetto all'enfasi di questa notte. Poi sono arrivate le dichiarazioni del presidente francese Macron e del premier belga Michel. Macron ha detto che i centri di accoglienza nella Ue su base volontaria "vanno fatti nei Paesi di primo ingresso, sta a loro dire se sono candidati ad aprirli". Aggiungendo che ""la Francia non e' un Paese di primo arrivo". Michel precisa che l'accordo "non ha cambiato il sistema di Dublino e conferma la responsabilita' dei Paesi di primo ingresso". Cio' significa che la strada per concretizzare l'accordo di principio sulla condivisione degli sbarchi e' tutta in salita e per ora tale condivisione riguarderebbe solo Italia, Spagna, Malta. 

Il premier belga aggiunge che il caso della Lifeline (con la ripartizione volontaria dei migranti salvati) "non deve essere ripetuta o certamente non prima della riforma di Dublino". Alla domanda se ci siano Stati che non si affacciano al Mediterraneo che si siano proposti per creare i centri e se si fossero dichiarati disponibili a eventuali reinsediamenti, il portavoce del Consiglio Ue ha risposto: "No". Cio' significa che la strada per concretizzare l'accordo di principio sulla condivisione degli sbarchi e' tutta in salita e per ora tale condivisione riguarda Italia, Spagna, Malta. Il premier spagnolo Sanchez, dal canto suo, indica che il suo Paese ha gia' dei centri per i migranti e che non intende aprirne di nuovi. "Il nostro meccanismo con salvataggi, polizia, accordi con le organizzazioni non governative, centri per chi ha diritto all'asilo e per gli altri migranti funziona: l'accordo e' accettabile per tutti". E' chiaro che adesso la discussione su come applicare i principi pattuiti si sposta al Consiglio affari generali al quale partecipano i responsabili degli affari europei (per l'Italia il dossier resta nelle mani del ministro degli esteri Enzo Moavero Milanesi che ieri ha condotto il negoziato con gli altri Stati per preparare l'accordo poi discusso dai leader).

Un elemento centrale sul quale si fonda la soddisfazione italiana, nonostante tutto, e' espresso nel punto 5 delle conclusioni del Vertice nel quale si afferma: "Per smantellare definitivamente il modello di attivita'; dei trafficanti e impedire in tal modo la tragica perdita di vite umane, e' necessario eliminare ogni incentivo a intraprendere viaggi pericolosi. Occorre a tal fine un nuovo approccio allo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e soccorso, basato su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri". Di tale approccio c'e' solo un abbozzo per ora e riguarda le piattaforme di sbarco regionali, in stretta cooperazione con i paesi terzi interessati e con Onu e Organizzazione internazionale della migrazione. Ma su questo c'e' gia' la distinzione tra i Paesi che vanno considerati "di primo ingresso" e chi non vuole considerarsi tale. L'idea di fondo e' che i 'centri' migranti in Africa saranno in collegamento con i 'centri' nei paesi Ue che si affacciano nel Mediterraneo, verso i quali presumibilmente fluira' cui ha diritto all'asilo dopo una prima verifica. Che cosa accadra' dopo non e' chiaro. La cosa certa e' che c'e' stata una stretta sulla navi dell'Ong: i 28 indicano che "tutte le navi operanti nel Mediterraneo devono rispettare le leggi applicabili e non interferire con le operazioni della guardia costiera libica". La riunione ieri sera e nella notte e' stata caratterizzata da forti tensioni: stando alle ricostruzioni un ruolo chiave e' stato giocato da Macron che ha lavorato direttamente anche con Conte. Le posizioni del Gruppo di Visegrad all'insegna della 'nazionalizzazione' della gestione dei migranti (finanziamento a parte) hanno di fatto ottenuto un consenso che va ben al di la' dei paesi che ne fanno parte (Polonia, Ungheria, Repubblica ceca e Slovacchia). Nulla si dice sullo 'stock' di migranti irregolari che si trovano in Germania e che la Csu vuole allontanare dal Paese. Nuove pressioni alle frontiere sono particolarmente temute nei paesi del Nord. 

Migranti: Guardia costiera libica, 100 dispersi in un naufragio

La Guardia costiera libica ha dato l'allarme per un naufragio a largo della costa orientale della Libia. Secondo quanto riporta la Reuters, ci sarebbero 100 dispersi. Finora sono state soccorse 14 persone. (A

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