Tensione fra la Gendarmerie francese e la polizia italiana. Proseguono le riammissioni dei migranti alla frontiera di Ponte San Luigi, Ventimiglia. Dopo “l’ondata” di ieri con circa 170 riammissioni, nelle prime ore di stamani la polizia francese ha rimandato in Italia circa 15 persone, tutti migranti. Gendarmerie e Police Nationale stanno potenziando i controlli soprattutto nelle stazioni internazionali di Nizza e Cannes. Nella stazione di frontiera di Garavan-Mentone è stato fermato il treno di alta velocità Tgv e la Gendarmerie è salita a bordo per accertare la presenza di migranti.
Dopo la perquisizione il treno ha ripreso la sua corsa per Parigi. Secondo gli agenti italiani e i volontari della Croce Rossa che stazionano sul confine, il governo di Parigi starebbe approfittando della situazione per provare a espellere in Italia anche extracomunitari minorenni (che per legge vanno ospitati nel Paese in cui vengono fermati) e clandestini di dubbia provenienza: “Ci rimandano di tutto, stanno ripulendo la Francia”, si sfoga un volontario lontano dalle telecamere. E’ passata un’altra notte sulla scogliera di Ponte San Ludovico dove si trovano i cento migranti che protestano contro la chiusura della frontiera con la Francia. Oggi è il primo giorno di Ramadan – in molti pregano sull rocce rivolti verso la Mecca – e la Croce Rossa si sta preparando per affrontare la giornata nella quale le persone di religione musulmana non potranno né bere né mangiare fino al tramonto.
La presenza delle forze dell’ordine è molto limitata questa mattina e si è fortemente ridotta rispetto ai giorni scorsi. In forze invece il dispositivo della gendarmerie francese. “Ieri a pranzo – spiega Fiammetta Cogliolo, responsabile della Croce Rossa ligure – abbiamo distribuito circa 700 pasti tra la stazione ferroviaria e la zona di Ponte San Ludovico. In serata, invece, hanno cenato poco più di 200 persone: questo non perchè il loro numero sia diminuito ma perchè almeno in 400, secondo le nostre stime, hanno iniziato ad osservare il Ramadan, il digiuno dall’alba al tramonto. Da oggi tutti i volontari, non solo della Croce Rossa ma anche della Caritas e delle altre associazioni presenti, si attiveranno, anche su più turni, per differenziare gli orari di distribuzione dei pasti per i cristiani e per i musulmani osservanti, in modo che questi ultimi trovino cibo e acqua negli orari in cui è loro consentito riprendere a bere e mangiare”.
“La situazione più delicata, naturalmente – prosegue Fiammetta Cogliolo – riguarda il gruppo, un centinaio in tutto, da sei giorni sugli scogli dei Balzi Rossi, a pochi metri dalla frontiera. Bisognerà vedere, con il caldo torrido e le condizioni igieniche precarie, quanti riusciranno a reggere il digiuno”. Dal punto di vista sanitario, poi, “ieri sono state effettuate una sessantina di visite mediche – aggiunge la responsabile della Croce Rossa ligure – nei due ambulatori mobili posizionati uno alla stazione e l’altro a bordo di un’ambulanza nella zona di ponte san Ludovico, al confine” Come tutte le notti in molti prima dell’alba hanno abbandonato la zona della scogliera cercando di raggiungere Ventimiglia e di attraversare il confine con i treni con i treni o con i passeur, ovvero che coloro che facendosi offrire tra i 50 e i 100 euro li nascondono dentro i bagagliai della loro automobile. I respinti vanno alla stazione. Oltre 120 migranti sono stati trasferiti ieri sera dalla Francia all’Italia alla frontiera di Ponte San Luigi alla stazione di Ventimiglia. Il dato, aggiornato alle 22 di ieri sera, è stato fornito stamani dalla Croce Rossa, che con il suo pullman li ha trasferiti dal confine alla stazione. Il centro di prima assistenza organizzato dal Comune di Ventimiglia nella stazione ferroviaria ospita ad oggi oltre 300 immigrati.La giornata prevede oggi, a Ventimiglia, l’apertura della nuova struttura organizzata dal comune in un edificio delle Fs che ospitava il dopolavoro ferroviario. Lì saranno ospitati 70 tra donne e bambini e avranno a disposizione bagni, docce e letti e potranno così lasciare i saloni fatiscenti dove finora si sono accampati.
