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Migranti, tre arresti per le rivolte scoppiate nel Cpr di Potenza dopo la morte di un tunisino

Per loro disposto il divieto di dimora in Basilicata. Feriti tre agenti del Reparto Mobile.

Migranti, tre arresti per le rivolte scoppiate nel Cpr di Potenza dopo la morte di un tunisino

Il Tribunale di Potenza ha convalidato gli arresti di tre ospiti del Centro di permanenza per il rimpatrio di Palazzo San Gervasio, fermati dopo i disordini scoppiati lunedì all’interno della struttura in seguito alla morte di un cittadino tunisino di 30 anni. Per i tre, due 25enni e un 34enne, è stata disposta la misura cautelare del divieto di dimora in Basilicata. A renderlo noto è stata la Procura della Repubblica di Potenza, attraverso una nota firmata dal procuratore Camillo Falvo. I tre, uno di nazionalità algerina e due marocchina, sono accusati di aver promosso o partecipato a una rivolta all’interno del Cpr attraverso atti di violenza, minaccia o resistenza. A loro vengono inoltre contestati i reati legati alle lesioni riportate dagli agenti e ai danneggiamenti avvenuti durante la protesta.

Secondo la Procura, nel corso dei disordini sono stati danneggiati moduli abitativi, arredi e suppellettili, mentre diversi oggetti contundenti sono stati lanciati contro le forze di polizia. Tre agenti del Reparto Mobile sono rimasti feriti, riportando traumi contusivi: uno ha ricevuto una prognosi di sei giorni, gli altri due di dieci giorni.

La protesta era iniziata dopo la morte del 30enne tunisino, sulla quale la Procura sta svolgendo accertamenti per chiarire l’esatta dinamica dei fatti. Il giovane, trattenuto nel Cpr dal 6 agosto, avrebbe compiuto un gesto autolesivo dopo aver appreso della convalida del suo trattenimento. Secondo la ricostruzione fornita dalla Procura, il 30enne avrebbe raggiunto la recinzione del vicino campo di calcetto e tentato di impiccarsi utilizzando un indumento. Il personale di polizia avrebbe cercato più volte di instaurare un dialogo con il giovane per convincerlo a desistere. Poco dopo, però, il 30enne è caduto a terra. I sanitari presenti nella struttura e gli operatori del 118, intervenuti anche con l’elisoccorso, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso.

La salma è stata messa a disposizione dell’autorità giudiziaria per gli accertamenti autoptici. Le indagini della Procura proseguono per ricostruire quanto accaduto e chiarire le circostanze della morte.

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