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Btp Green 2026, quanto rende il nuovo titolo di Stato e come funziona

Cedola al 4,40%, rendimento lordo al 4,492% e scadenza nel 2038. Il Tesoro ha collocato 8 miliardi del nuovo Btp Green

Btp Green 2026, quanto rende il nuovo titolo di Stato e come funziona
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Il nuovo Btp Green 2026 offre una cedola annua del 4,40%, pagata ogni sei mesi, e alla prima emissione ha garantito un rendimento lordo annuo del 4,492%. Il titolo scade il 30 ottobre 2038 ed è stato collocato dal Tesoro per 8 miliardi di euro.

Il prezzo di emissione è stato fissato a 99,591, quindi leggermente sotto la pari. Il regolamento dell’operazione è previsto per il 29 settembre 2026. La domanda degli investitori ha superato i 110 miliardi, quasi quattordici volte l’importo offerto.

Quanto rende davvero il nuovo Btp Green

Il tasso della cedola e il rendimento non sono la stessa cosa. La cedola del 4,40% viene calcolata sul valore nominale del titolo e distribuita attraverso due pagamenti annuali.

Il rendimento lordo del 4,492% tiene invece conto anche del prezzo pagato al momento dell’emissione, fissato sotto 100. Chi acquista successivamente sul mercato secondario avrà un rendimento diverso, perché il prezzo del Btp potrà salire o scendere.

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Il titolo ha una durata di circa 12 anni. Come per gli altri Btp a tasso fisso, chi lo vende prima della scadenza è esposto alle variazioni delle quotazioni. Se i rendimenti di mercato salgono, il prezzo di un’obbligazione già in circolazione tende generalmente a scendere; se i rendimenti calano, può verificarsi il movimento opposto.

La domanda raccolta durante il collocamento è stata particolarmente elevata. Il Mef ha comunicato ordini superiori a 110 miliardi di euro e una partecipazione degli investitori Esg pari a circa l’80% dell’emissione.

Perché si chiama Btp Green e dove vanno i soldi

La differenza rispetto a un Btp ordinario riguarda principalmente la destinazione delle risorse raccolte. Il quadro predisposto dal Ministero dell’Economia stabilisce che i proventi dei titoli Green siano collegati a spese pubbliche con finalità ambientali. Tra le categorie previste figurano energie rinnovabili, efficienza energetica, trasporti sostenibili, resilienza climatica, tutela dell’acqua e della biodiversità e ricerca ambientale.

Dal punto di vista finanziario resta invece un’obbligazione emessa dalla Repubblica italiana a tasso fisso.

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La prima emissione è avvenuta attraverso un sindacato di banche, formato da Barclays, Bnp Paribas, Deutsche Bank, Intesa Sanpaolo, J.P. Morgan e Société Générale. Non si è trattato quindi di un collocamento retail sul modello del Btp Valore.

Dopo l’avvio delle negoziazioni sul mercato secondario, il valore del titolo dipenderà dalle normali condizioni di mercato. Il rendimento del 4,492% indicato dal Tesoro va dunque riferito esclusivamente al prezzo fissato per questa prima emissione.

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