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Falso allarme bomba in sei centri commerciali a Milano: mail anonima fa scattare le evacuazioni

Controlli a tappeto in tutta la provincia dopo una minaccia inviata via posta elettronica. Artificieri al lavoro per ore: nessun ordigno trovato, riapertura regolare.

Falso allarme bomba in sei centri commerciali a Milano: mail anonima fa scattare le evacuazioni

Pomeriggio di forte tensione in tutta la provincia di Milano. Nella giornata di mercoledì 5 agosto, ben sei grandi centri commerciali dell’hinterland e della città sono stati evacuati in via precauzionale a seguito di una raffica di allarmi bomba scattati a breve distanza l’uno dall’altro. Le strutture colpite dal provvedimento sono state Scalo Milano a Locate Triulzi, Le Cupole a San Giuliano Milanese, il Fiordaliso a Rozzano, il centro Bonola a Milano, l’Acquario di Vignate e il Carosello di Carugate.

L’allarme è scattato nel primo pomeriggio partendo da Locate Triulzi per poi estendersi alle altre strutture, dove migliaia di clienti e dipendenti sono stati fatti uscire in ordine e senza che si registrassero feriti o problemi di ordine pubblico. Le attività delle gallerie commerciali sono rimaste sospese per tutto il resto della giornata.

Le minacce via email e gli accertamenti negli edifici

A far scattare la macchina dei soccorsi è stata una serie di email inviate alle direzioni delle sei strutture. Nel testo, un anonimo dichiarava di aver posizionato degli ordigni esplosivi affermando di aver imparato a fabbricarli con l’aiuto di un complice, aggiungendo l’auspicio di provocare “molte vittime” e di voler diventare “un esempio”. Tra le richieste avanzate dall’autore del messaggio figurava anche quella di un contatto diretto con il Presidente della Repubblica.

Gli artificieri delle forze dell’ordine, intervenuti sul posto per le bonifiche dell’area con l’ausilio delle unità cinofile, hanno ispezionato palmo a palmo tutti i complessi commerciali senza rintracciare alcun ordigno né materiale pericoloso. Concluso l’esito negativo delle verifiche nella serata, le strutture hanno ripreso la regolare attività nella giornata di giovedì 6 agosto. Nel frattempo, gli investigatori sono al lavoro per risalire all’identità del mittente, che avrebbe utilizzato un indirizzo di posta elettronica temporaneo creato ad hoc.