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Cronache
Milano Pride, Schlein con Elodie sul palco. Poi l'attacco a Meloni

Milano, Schlein attacca Meloni dal Pride. I dettagli della parata

Tra canti, balli e tanti striscioni, al motto “Liber* di essere”, è partito il Milano Pride 2024 da piazza della Repubblica. Attese alla parata dell’orgoglio Lgbt centinaia di migliaia di persone.

La segretaria dem Elly Schlein, come l’anno scorso, sfilerà sul carro del Pd ma non parlerà del palco all’Arco della Pace dove sono previsti, dalle 18, i saluti delle istituzioni, tra cui un video saluto del sindaco Beppe Sala assente per motivi di salute, e gli interventi delle associazioni.

In testa al corteo niente motori con il tradizionale carro ma cargo bike per un Pride sostenibile per l’ambiente. Il corteo prosegue lungo via della Liberazione, per connettersi a via Melchiorre Gioia e raggiungere piazza XXV Aprile, i Bastioni di Porta Volta e viale Elvezia. Giunto di fronte all’Arena, il tragitto continua lungo viale Byron, viale Melzi d'Eril, e corso Sempione per concludere all’Arco della Pace.

Annunciata l’assenza dell’associazione Lgbt ebraica, Keshet, per “il clima di odio crescente intorno alla loro partecipazione”, alcuni ebrei ha comunque preso parte al Pride di Milano sfilando col carro di +Europa dove è stato montato lo striscione Jews are welcome. Presenti il direttore del museo della Brigata ebraica Davide Romano che ha commentato lo striscione come “un piccolo grande gesto di solidarietà verso il mondo ebraico” e il giornalista Klaus Davi, ospiti di “Certi diritti”.

Si notano lungo la parata bandiere palestinesi. “Rispettiamo la scelta sofferta di Keshet - ha affermato Davi - Però io ritengo che la testimonianza dell’unica democrazia in Medio Oriente che ospita il Pride ci dovesse essere. Mi è dispiaciuta la presa di posizione di Alice Redaelli” di CIG Arcigay Milano “sul genocidio perché significa che non siamo bene accolti”. 

“È comprensibile la dolorosa decisione di Keshet - afferma Romano -. Il clima antiebraico c'è, ed è palpabile. In questi giorni ho registrato con piacere le forti reazioni della sinistra contro le parole antisemite di quei giovani di Gioventù Nazionale denunciati da Fanpage. Ma dov'era questa stessa sinistra il 25 aprile di fronte non solo alle parole contro la Brigata Ebraica, ma alla vera e propria aggressione fisica a cui siamo stati sottoposti? Dov'era di fronte a tutte le parole d'odio antiebraico dal 7 ottobre ad oggi? A parte Lia Quartapelle, Bussolati e pochi altri, troppi i silenzi che rasentano la complicità".

Per Romano le parole del Pride milanese sono “malate” perché “cancella totalmente il massacro di 1200 ebrei il 7 ottobre, nonostante il pregiudizio antisionista che li porta a evocare il genocidio da parte di Israele, nonostante l'assenza di una sola parola contro l'omofobia di Hamas che uccide le persone LGBTI”.

“Vorrei stringere la mano alla segretaria del Pd Elly Schlein perché in politica ci vorrebbero più donne come lei. Con il Governo attuale siamo molto preoccupati. Io sono mamma e spesso ha paura per mio figlio. Si sente spesso parlare di aggressioni e violenze e non nego di avere delle preoccupazioni”.

A dirlo è stata Morena Annovvazzi, una mamma presente al pride con il figlio. “Non riesco a capire che cosa hanno di diverso i nostri ragazzi dagli altri. Ci sono anche molto genitori che abbandonano i propri figli perché omosessuali o transessuali. Lo tieni in pancia nove mesi, lo cresci e poi lo abbandoni perché non è come vorresti? Da madre è una vergogna”.

In Italia “la situazione è peggiorata; non solo in merito ai diritti, ma anche su tematiche come ambiente e Palestina. Purtroppo, non c’è un bel clima e sono convinta che le cose peggioreranno ancora di più in futuro”, spiega Ilaria Vavalà, una giovane ragazza presente al Milano Pride.

Della stessa opinione anche la 20 enne Beatrice Mascia per cui “ora, con il Governo in carica, l’omofobia è aumentata ancora di più. È molto importante essere qui per dare un segno. Sarebbe bello se si parlasse di questi temi anche nelle scuole affinché ci sia più educazione e informazione”.

Al Milano Pride anche un uomo travestito da cardinale che ha sventolato una bandiera con su scritto: “frociaggine”.

Spunta anche Elodie

Tra la marea arcobaleno è comparsa anche Elodie. La cantante romana non si è sottratta alla festa lanciandosi in balli e danze scatenate in mezzo alla folla.

Schlein contro Meloni

È "gravissimo" che la premier Giorgia Meloni, "anziché rispondere, affrontare e prendere provvedimenti sul merito che emerge dell'inchiesta di Fanpage che rileva un problema molto grande alla base della sua giovanile di antisemitismo, razzismo e apologia del fascismo, abbia colto l'occasione per un attacco molto forte alla libertà di stampa e alla libertà dei giornalisti". Così la segretaria del Pd Elly Schlein, oggi a margine del Milano Pride.

“È come se avesse detto che sarebbe stato meglio non venisse fuori. Invece i cittadini hanno il diritto di sapere quello che succede dentro al partito che esprime la presidente del Consiglio di questo Paese. Ed è incredibile che non abbia trovato la forza di prendere le distanze e cacciare queste persone dal suo partito”, ha aggiunto la leader dem.

“Durante questo anno e mezzo di governo Meloni l'Italia è scivolata alla 36eiesima posizione su 48 nella classifica sui diritti Lgbtqia+. Non lo possiamo accettare, vogliamo portare l'Italia nel futuro e pienamente in Europa", le parole di Schlein prima della partenza del corteo.

"Vogliamo il matrimonio egualitario perché l'amore non si discrimina e non lasceremo decidere alla destra chi abbiamo il diritto di amare”, ha detto la segretaria dem. “Serve una legge per non lasciare soli i sindaci sul riconoscimento delle coppie omogenitoriali”, ha aggiunto.

E ancora: "Al G7 si è persa un'occasione per colpa del governo italiano. Mancano le parole ‘identità di genere’ e ‘orientamento sessuale’ nella dichiarazione finale. Un passo indietro clamoroso”, ha evidenziato la dem.

E sul Pride, dice, "sarà anche oggi una giornata di partecipazione per i diritti di tutti, per i diritti Lgbtqia+ che sono fondamentali e come tali vanno riconosciuti". "Ci sono 7 parate oggi, è una giornata di orgoglio e di visibilità per le battaglie dei diritti, a partire da quello per una legge contro la omobilesbotransfobia, continua a essercene bisogno davanti alle tante e troppe aggressioni e discriminazioni che queste persone vivono ogni giorno", ha detto Schlein, accompagnata dall’europarlamentare Alessandro Zan.

“Io sono sempre felice quando c’è il riconoscimento dell’eguaglianza", ha poi aggiunto commentando le parole di Marina Berlusconi al Corriere della Sera sui diritti civili.

“Devo dire che dovrebbe essere una cosa molto più trasversale di quella che è perché ci sono altri Paesi dove pure le destre sono arrivate al governo e non hanno modificato gli avanzamenti importanti come il matrimonio egualitario; quindi, non si capisce perché la destra italiana è decisa a rimanere quella più indietro in assoluto in Europa su questi temi e a contrastare questi diritti fondamentali”, ha osservato Schlein.

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