Dopo le strisce blu ecco i mini autovelox. Il ministro dei Trasporti Lupi boccia i velobox, l’ultimo incubo degli automobilisti italiani: “Non sono omologabili né autorizzabili, le multe sono illegittime”. Ma è guerra coi sindaci…
I velobox, i mini auto-velox, sono comparsi soprattutto in Piemonte ma anche nel resto d’Italia. Assomigliano a una scatola e hanno una spia azzurra pronta a individuare il guidatore imprudente e, in caso di eccesso di velocità, a multarlo. Ma – proprio come nel caso delle multe da invalidare per la sosta oltre il tempo massimo sulle strisce blu – ora il ministero dei Trasporti li boccia. In una circolare diffusa dal dicastero Lupi scrive che “non sono inquadrabili in alcuna delle categorie di dispositivo o di segnaletica previste dal vigente Codice della Strada” e dunque “non sono suscettibili né di omologazione né di autorizzazione”. La presa di posizione ha subito allarmato i sindaci, che grazie alle torrette di ultima generazione incassano cifre significative.
Ma secondo il ministero i velobox potrebbero addirittura costituire un pericolo. “La loro eventuale dislocazione a bordo strada – si precisa – dovrebbe considerare la possibilità che tali manufatti possano costituire ostacolo fisso, ancorchè posti al di fuori della carreggiata”. Ora spazio allo scontro con i Comuni che, come con le strisce blu, non vogliono cedere una fonte di guadagno importante.







