Nei primi cinque mesi del 2026 sono stati confermati in Italia 472 casi di morbillo, contro 322 nello stesso periodo del 2025. Il Ministero della Salute ha chiesto alle Regioni di rafforzare la sorveglianza e le campagne vaccinali, concentrandosi soprattutto sui giovani adulti tra 15 e 39 anni non immunizzati e sui bambini che hanno ricevuto una sola dose.
Il vaccino MPR prevede normalmente due dosi. Negli adulti suscettibili che non risultano vaccinati il Ministero raccomanda il completamento del ciclo anche oltre l’età pediatrica.
Morbillo, chi dovrebbe controllare il proprio stato vaccinale
La nuova circolare punta soprattutto alla fascia 15-39 anni, dove rimangono sacche di popolazione suscettibile. Chi non ricorda di aver avuto il morbillo e non ha documentazione di un ciclo vaccinale completo dovrebbe verificare la propria situazione con medico, Asl o anagrafe vaccinale.
Il Ministero raccomanda già per gli adulti suscettibili due dosi di MPR, morbillo-parotite-rosolia, distanziate secondo le indicazioni sanitarie.
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Per i bambini il calendario nazionale prevede la prima dose a partire dal secondo anno di vita e la seconda intorno ai 5-6 anni. Il richiamo è obbligatorio nell’età prevista dalla normativa.
La circolare chiede in particolare di recuperare i minori che hanno ricevuto soltanto la prima somministrazione.
Morbillo, chi ha una priorità maggiore
Operatori sanitari e scolastici non immuni sono tra le categorie per le quali il Ministero raccomanda programmi specifici di vaccinazione. Per il personale sanitario la protezione serve anche a ridurre la possibilità di trasmettere il virus a pazienti fragili.
Il vaccino è raccomandato anche agli adulti suscettibili con diverse condizioni di rischio e ai conviventi di persone gravemente immunodepresse, secondo le indicazioni del Ministero.
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Il morbillo è estremamente contagioso e la copertura richiesta per limitare stabilmente la circolazione è vicina al 95% con due dosi. Nel 2024 nessuna Regione aveva raggiunto quel livello per il ciclo completo.
Il vaccino MPR è vivo attenuato e presenta controindicazioni specifiche, tra cui gravidanza e alcune forme di grave immunodepressione. In questi casi la valutazione deve essere fatta con il medico.
La nuova circolare non introduce quindi una vaccinazione indiscriminata per tutti gli adulti. Chiede soprattutto di individuare chi non è protetto e completare i cicli rimasti incompleti.


