La competizione comincia ad entrare nel vivo e gli equilibri di Ballando con le Stelle si fanno più leggibili. Dopo l’esordio alcuni concorrenti hanno confermato le impressioni positive, altri hanno mostrato qualche difficoltà, mentre qualcuno è riuscito a sorprendere e a modificare il giudizio iniziale. Per capire come si sta evolvendo la gara e quali siano le prospettive dei protagonisti maschili, incontriamo Carolyn Smith, presidente della giuria del programma condotto da Milly Carlucci.

La seconda puntata di Ballando con le Stelle ha iniziato a delineare meglio gli equilibri della gara. Quali sono state, dal punto di vista tecnico e artistico, le sorprese più interessanti?
Ho notato è che, nella prima puntata, molti concorrenti hanno ballato davvero molto bene. L’ho detto anche in trasmissione: forse, paradossalmente, a favorirli è stata proprio l’incoscienza di ciò che stavano affrontando. Avevano meno pensieri, si sono tuffati nell’esperienza e si sono lasciati andare. Nella seconda puntata, invece, alcuni si sono resi conto della difficoltà della sfida che li attendeva e non hanno offerto esattamente lo stesso livello di prestazione. Qualcuno, al contrario, è migliorato. E’ ancora presto per capire se abbiano davvero compreso il motivo della loro presenza: imparare a ballare e farlo davvero bene.
Ha modificato i giudizi che aveva espresso nella prima puntata?
Alcune idee sono cambiate. Ho osservato le performance con attenzione, a freddo, e ogni concorrente ha reagito in maniera diversa. C’è stato qualcuno che mi ha sorpresa, convincendomi che potrebbe fare di più e superare le aspettative.
Entriamo nel gruppo degli uomini di questa edizione. Alessandro Matri ha dimostrato una crescita evidente e ha conquistato il terzo posto nella classifica generale: quanto può ancora migliorare?
Mi auguro che sappia calibrare il percorso, senza correre troppo, ma anche senza andare troppo lento. Alessandro deve trovare il giusto equilibrio nella sua progressione. Molti concorrenti, infatti, cercano di dimostrare da subito di essere bravi e capaci e, quando arriva qualche scivolone, rischiano di farsi male. Matri, invece, nella seconda esibizione ha dimostrato qualche miglioramento. Promette bene.

Jimmy Ghione è un concorrente molto particolare. Cosa dovrebbe correggere per fare un salto di qualità?
Mi diverte tantissimo la sua energia e la sua voglia di fare. Credo che dopo la seconda puntata si sia reso conto che ballare non è affatto semplice. Danzare e muoversi sono due cose completamente diverse. Se riuscirà a domare il suo carattere, mantenendo tutta la sua simpatia, potrebbe essere una rivelazione.
Eugenio Finardi porta in pista una personalità artistica molto forte. Quanto conta?
Nella sua ultima esibizione ha fatto dei progressi. Eugenio, però, deve trovare un equilibrio tra la sua sensibilità musicale e la sua autenticità. È un artista che esprime sé stesso attraverso la voce e gli strumenti, mentre qui deve trasferire tutto questo nel corpo e trasformarlo in movimento. Quello che ho suggerito alla sua insegnante Rebecca è di fargli capire la differenza tra tempo e musicalità. Per un musicista o un cantante, infatti, il rapporto con la musica è completamente diverso da quello che abbiamo noi ballerini e, a volte, questa differenza può diventare un ostacolo. Se supera questo scoglio potrebbe migliorare tantissimo.

Alberto Ravagnani e Massimo Ghini appartengono a due mondi molto diversi. Che cosa apprezza maggiormente nel loro percorso?
Alberto, secondo me, deve trovare il coraggio di aprirsi di più. Non basta pensare di avere coraggio: deve dimostrarlo davvero, lasciandosi andare. Il ballo è qualcosa di molto profondo, quasi sacro, oltre che estremamente espressivo e comunicativo. In questo momento è come se avesse il freno a mano tirato. Erika potrebbe essere per lui la giusta spinta per compiere la trasformazione necessaria. Non riesco a capire Massimo Ghini. Da dove nasce la sua paura? È un grande professionista ha fatto cinema, teatro, musical, ha vissuto tantissime esperienze artistiche. Proprio per questo, mi sorprende vederlo così limitato. Sembra quasi che abbia timore di mostrare la propria fragilità. Deve semplicemente buttarsi. Faccio fatica a capire l’obiettivo perché l’esperienza non gli manca. Deve trovare la chiave per sbloccare quella porta. Il mio consiglio è di lasciare a casa il personaggio e di portare in pista Massimo.
Andy Díaz è un atleta abituato alla disciplina. Quanto può aiutarlo questa mentalità nel ballo?
Da cubano mi aspettavo che avesse il ritmo nel corpo e che sapesse ballare la salsa! Diversamente, mi ha sorpresa con il charleston: è stato musicale, ritmico e anche ironico. Andy non ha paura di mettersi alla prova con discipline diverse e questo è un aspetto positivo. Essendo un atleta, conosce bene il proprio corpo e, se saprà sfruttarlo con intelligenza, potrà trarne il massimo.
Che cosa ha visto finora in Riccardo Rossi?
Provo per lui una grande simpatia. E’ un guru della musica, ma adesso deve riuscire a mettere tutta la sua conoscenza al servizio della coreografia e trasformarla in movimento. Nella seconda puntata ha offerto una performance decisamente migliore rispetto alla prima.
Comunque, al momento mi sembrano promettere di più Alessandro Matri, Andy Díaz e Alberto Ravagnani. Se sapranno mettere a frutto la propria intelligenza e l’esperienza maturata nei rispettivi mestieri, potranno costruire un percorso molto interessante. Ma se devo essere sincera le donne sono notevolmente migliori.
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