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Morto di ebola “risorge” davanti alle telecamere

In Liberia un uomo già adagiato nel sacco mortuario e cosparso di candeggina, come da profilassi, era pronto per l’ultimo viaggio per essere sepolto. Ma, di fronte alle telecamere dell’emittente Abc, ha mosso un braccio ed è stato portato in ospedale per accertamenti

Sembra quasi il racconto di un film dell’orrore, magari se lo fosse, lo andremmo anche a guardare con la solita curiosità spicciola. Sempre più testimoni nei paesi colpiti dal virus dell’Ebola sono sicuri di aver visto persone date per morte “risorgere” poco prima di venire seppellite. Le voci sono sempre state accolte come il frutto di superstizione, ma una troupe della Abc, in Liberia, ha ripreso esattamente lo stesso evento. Un uomo già adagiato nel sacco mortuario e cosparso di candeggina, come da profilassi, era pronto per l’ultimo viaggio per essere sepolto. Ma, di fronte all’incredulo giornalista, ha mosso un braccio ed è stato portato in ospedale per accertamenti.

Il folklore stregonesco africano è ben conosciuto, visto che è stato esportato in tutto il mondo (Santeria, Voodoo, Macumba, ecc.), quindi questa notizia ha dovuto superare il primo scoglio rappresentato dallo scetticismo afroapatico delle nazioni occidentali. Tuttavia altri casi sono stati documentati e le fonti ritenute attendibili, al punto tale che uno dei più importanti tabloid inglesi, il “Mirror”, ha riportato a caratteri cubitali il titolo: “Ebola victims in African village ‘rise from the dead’ causing panic and fear among locals”. Al momento la comunità scientifica preferisce, ad ogni modo, inseguire il virus e trovare un vaccino in breve, più che prendere in considerazione un paio di casi di “zombismo”. Le due vittime, per fortuna solo loro, che si sarebbero risvegliate dal sonno mortale dopo essere decedute a Gamta, nella contea di Nimba, hanno rispettivamente: una sessanta anni e l’altra quaranta. La vittima più giovane è stata identificata come Ma Kebeh, e lei stesso ha dichiarato: “mi sono svegliata mentre mi seppellivano”.

Al momento più che gli zombie, Ebola si sta lasciando dietro solo i morti a causa dell’infezione e almeno 3.700 bambini orfani (fonte UNICEF), la cui salvezza è stata proprio l’allontanamento coatto dai propri genitori o parenti. L’Italia nel frattempo scalda i muscoli, poiché la minaccia non può essere né ignorata e con tutta probabilità nemmeno evitata. A Pratica di Mare l’Aeronautica Militare prosegue con l’addestramento, mentre alcuni centri specializzati hanno dato il via a protocolli sanitari di emergenza sia preventivi sia consecutivi alla possibile infezione. Le autorità sanitarie, lo si capisce bene dal clima nervoso della catena di comando, sono consapevoli di questo momento di black-out terapeutico nei confronti della malattia e auspicano un potenziale incremento delle difese e della profilassi preventiva in tutte le ASL del territorio.