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Cronache
Corea, gli studenti morti nel naufragio. Si suicida il vicepreside

Mentre sale il bilancio delle vittime del naufragio del traghetto Sewol avvenuto mercoledì in Corea del Sud, arriva un'ulteriore tragica notizia. Il vicepreside del liceo di Seoul, dal quale proveniva la classe di studenti morti o dispersi nel naufragio, è stato ritrovato morto stamattina, probabilmente suicida. Kang Min-Kyu, 52 anni, era uno dei 179 sopravvissuti al naufragio. Il suo corpo è stato ritrovato vicino al ginnasio dove si sono riuniti i familiari delle vittime e dei dispersi, sull'isola di Jindo, vicino al luogo della tragedia. "La causa della sua morte è ancora da stabilire", ha dichiarato la polizia, ma l'agenzia sudcoreana Yonhap scrive che si sarebbe impiccato a un albero.

I morti accertati al momento sono 28, i dispersi sono 268, ma le correnti e il maltempo continuano a ostacolare i tentativi dei sub di entrare nell'imbarcazione per cuperare i corpi. 

Il capitano non era al comando - Non solo abbandono' il traghetto sud-coreano 'Sewol', affondato due giorni fa con 477 passeggeri a bordo tra cui 352 studenti, ma al momento in cui si rovescio' nemmeno era al timone il comandante della nave, il 69enne Lee Joon-seok: lo ha reso noto il procuratore che segue l'inchiesta sulla sciagura, Pak Jae-eok. "Era sul retro", si e' limitato ad aggiungere il magistrato. Frattanto, piu' di 48 ore dopo il naufragio, proseguono le ricerche dei dispersi, ma le condizioni meteorologiche mutevoli, la forti correnti e la visibilita' quasi nulla ostacolano pesantemente il lavoro degli oltre cinquecento sommozzatori impegnati, che neppure sono ancora riusciti ad aprirsi un varco per entrare nel relitto. Il numero dei morti accertati rimane fermo a 28, 179 coloro che sono stati tratti in salvo, ma all'appello mancano ancora ben 268 persone. Dall'altroieri non sono piu' stati individuati superstiti e, prima di far intervenire tre gigantesche gru per spostare la carcassa, si attende di avere la certezza che non ve ne siano altri.

Il capitano "abbandonò il traghetto", chiede scusa - Il capitano del traghetto sudcoreano affondato con centinaia di studenti a bordo rischia di essere indagato per abbandono della nave e omicidio colposo. Lo riferiscono i meia locali. Lee Joon-seok, 69 anni e con oltre 40 di carriera da marittimo alle spalle, e' stato interrogato dalla Guardia Costiera. Alcuni testimoni hanno riferito che fu tra i primi tratti in salvo dai soccorsi. Ad oltre 36 ore dalla tragedia, nove corpi sono stati recuperati e 179 persone tratte in salvo. Ma dei 287 dispersi, nessuno sa se siano ancora vivi, magari sulla nave, o siano stati travolti dalle acque gelide. Il capitano e' scoppiato in lacrime quando gli e' stato chiesto se c'era qualcosa che volesse dire alle famiglie dei passeggeri dispersi: "Mi spiace, non ho parole", ha detto, seduto in un ufficio della Guardia Costiera, circondato da decine di giornalisti e fotografi, con il viso coperto. Molti dei sopravissuti hanno raccontato che Lee e' stato tra i primi ad essere salvato, anche se nessuno effettivamente lo ha visto lasciare la nave. Il giorno dopo la tragedia le decine di sommozzatori impegnati nei soccorsi hanno dovuto lottare con i venti in aumento, le onde forti e l'acqua intorbidita dalle correnti e dal limo per cercare le centinaia di dispersi, in gran parte adolescenti: si cerca vicino allo scafo della nave rovesciata, sperando in una risposta di qualcuno che sia rimasto intrappolato all'interno, ma per ora non si e' sentito nulla. Nella zona le acque sono relativamente poco profonde (una cinquantina di metri), ma la 'finestra' di tempo a disposizione per trovare ancora qualcuno in vita si va rapidamente chiudendo.

La nave, che trasportava 475 tra passeggeri e membri dell'equipaggio, dal porto di Incheon all'isola di Jeju, e' affondata per cause ancora non chiarite. C'e' l'ipotesi che abbia urtato uno scaglio avendo sbagliato rotta. E le polemiche adesso sono tutte sui sistemi di evacuazione, polemiche che non fanno che aumentare la rabbia crescente dei genitori: il dubbio e' che ai ragazzi sia stata in qualche modo negata la corretta possibilita' di fuga perche' molti sopravvissuti hanno raccontato che e' stato detto loro ripetutamente di rimanere al posto o nelle cabine quando il traghetto ha cominciato ad avere problemi. Cresciuti a un sistema scolastico in cui la disciplina e' rigorosa e l'autorita' raramente contestata, non c'e' dubbio che la maggior parte dei 275 studenti abbiano tutti docilmente ubbidito ai comandi senza protestare, ma in tal modo e' stata gravemente compromessa la loro possibilita' di salvezza. Un sopravvissuto, Kim Sung-Mook, ha raccontato di aver lottato strenuamente per salvare una trentina di studenti che erano stipati in un grande salone al quarto livello della nave.

"Non riuscivo nemmeno a entrare nella sala, perche' era tutto inclinato. La nave stava andando sott'acqua e non c'era nulla a cui i ragazzi si potessero aggrappare: non potevano strisciare perche' il pavimento era bagnato e l'inclinazione sempre piu' netta". Usando un idrante, ad un certo punto e' riuscito a tirarne fuori qualcuno. "Ma ce n'erano tanti... Non potevo aiutarli tutti". Un altro studente ha raccontato che tutti i suoi amici sono rimasti ai loro posti "per 30-40 minuti", in linea con le istruzioni date dal personale tecnico e dal sistema di comunicazione interno. "Il messaggio e' stato ripetuto piu' e piu' volte: 'State fermi, Non spostatevi'. Cii chiedevamo: 'Ma non dovremo muoverci? Cercare di uscire?' Ma l'annuncio diceva che gli aiuti sarebbero arrivati in una decina di minuti". E quando il pavimento e' diventato un muro, con la nave inclinata a 90 gradi, la possibilita' di uscire era ormai praticamente nulla. E adesso la speranza e' che qualcuno abbia trovato una sacca d'aria: secondo gli esperti, non e' impossibile, ma e' molto improbabile.

Immagini trasmesse dalla tv locale YTN

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