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Nobel Chimica 2026 per gli studi sull’autocatalisi non lineare nella sintesi organica: chi sono i vincitori Henri Kagan e Kenso Soai

Il Nobel per la Chimica 2026 va a Henri Kagan e Kenso Soai. Biografia, carriera e scoperte dei due scienziati

Nobel Chimica 2026 per gli studi sull’autocatalisi non lineare nella sintesi organica: chi sono i vincitori Henri Kagan e Kenso Soai

Il Nobel per la Chimica 2026 è assegnato al francese Henri Kagan e al giapponese Kenso Soari per la scoperta dell’effetto non lineare dell’autocatalisi nella sintesi organica.

“Henri Kagan e Kenso Soai hanno fornito una soluzione a un mistero chimico vecchio di oltre un secolo”, ha detto il presidente del Comitato Nobel per la Chimica Heiner Linke. Il mistero è quello della specularità delle molecole, solo alcune delle quali hanno due varianti, una speculare all’altra, proprio come le mani. Questo fenomeno, chiamato chiralità, è comune negli aminoacidi. Altre molecole, però, non hanno una loro immagine speculare e questo è stato per molto tempo un rompicapo per i chimici. Kagan e Soai sono riusciti per primi a controllare reazioni chimiche nelle molecole non speculari, chiamate ‘omochirali’ e in questo modo hanno aperto la strada a nuove tecnologie importanti soprattutto per la produzione di farmaci.

Nobel Chimia 2026, chi è Henri B. Kagan

Henri Boris Kagan, nato a Boulogne-Billancourt nel 1930, è un chimico francese e professore emerito dell’Université Paris-Sud, oggi parte dell‘Université Paris-Saclay. Ha studiato alla Sorbona e all’École nationale supérieure de chimie de Paris, conseguendo nel 1954 sia la laurea in Scienze sia il diploma di ingegnere chimico. Nel 1960 ha ottenuto il dottorato dopo avere lavorato al Collège de France sotto la guida di Jean Jacques. Nel 1967 ha creato il proprio gruppo di ricerca a Orsay, dove avrebbe poi sviluppato gran parte della sua carriera.

Kagan è considerato uno dei pionieri della catalisi asimmetrica, cioè l’utilizzo di catalizzatori capaci di favorire selettivamente una delle due forme speculari di una molecola. Tra i suoi contributi più conosciuti c’è lo sviluppo negli anni Settanta del DIOP, uno dei primi ligandi chirali utilizzati con successo nella catalisi asimmetrica. Nel 1986 il suo gruppo osservò inoltre alcuni dei primi esempi di effetto non lineare nella catalisi asimmetrica, uno dei filoni richiamati nel Nobel 2026. Kagan è membro dell’Académie des sciences francese dal 1991.

Nobel Chimica 2026, chi è Kenso Soai

Kenso Soai è un chimico organico giapponese e professore emerito alla Tokyo University of Science. Si è formato all’Università di Tokyo, dove ha conseguito il dottorato nel 1979 sotto la supervisione di Teruaki Mukaiyama. Subito dopo si è trasferito negli Stati Uniti per lavorare con Ernest L. Eliel alla University of North Carolina at Chapel Hill. Nel 1981 è entrato alla Tokyo University of Science come lecturer. È diventato professore associato nel 1986 e professore ordinario nel 1991.

La sua attività scientifica si è concentrata sulla sintesi asimmetrica e sull’origine della chiralità. Il suo nome è legato soprattutto alla reazione di Soai, un esempio di autocatalisi asimmetrica. In questo processo il prodotto di una reazione agisce a sua volta da catalizzatore e favorisce la formazione di nuove molecole con la stessa configurazione. Piccolissime differenze iniziali possono così essere amplificate durante la reazione.

Perché le loro scoperte sono utili

La possibilità di controllare quale forma di una molecola viene prodotta ha applicazioni dirette nella chimica farmaceutica, nei materiali e nella sintesi di composti organici. Gli studi di Soai hanno inoltre fornito un modello sperimentale per affrontare una domanda più ampia: come abbia potuto originarsi l’omochiralità della vita, cioè perché aminoacidi, zuccheri e altre molecole biologiche utilizzino prevalentemente una sola delle due possibili configurazioni.

Kagan e Soai hanno affrontato lo stesso problema da percorsi differenti. Il primo ha sviluppato strumenti e modelli fondamentali per la catalisi asimmetrica; il secondo ha mostrato come una piccola asimmetria possa amplificarsi spontaneamente attraverso l’autocatalisi. Il Nobel 2026 riconosce così decenni di ricerca sulla capacità della chimica di selezionare e riprodurre una specifica forma tridimensionale delle molecole.

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