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Ondate di caldo: perché sono sempre più frequenti e cosa c’entra il cambiamento climatico

Temperature estreme più intense e prolungate. Come il riscaldamento globale aumenta la probabilità delle ondate di caldo

Ondate di caldo: perché sono sempre più frequenti e cosa c’entra il cambiamento climatico
Caldo a Milano (LaPresse)

Il riscaldamento globale alza la temperatura di partenza dalla quale si sviluppano le ondate di caldo. Gli stessi fenomeni atmosferici producono così picchi più intensi, più lunghi e più frequenti. Qui le previsioni meteo di oggi.

Ondate di caldo: perché pochi gradi cambiano gli estremi

L’aumento della temperatura media non significa che ogni giornata sia più calda della precedente. Modifica però la distribuzione delle temperature, rendendo più probabili valori che in passato erano rari.

Un’ondata di caldo nasce da una combinazione di condizioni meteorologiche, come l’alta pressione persistente, i cieli sereni e l’arrivo di masse d’aria calda. Il cambiamento climatico non crea necessariamente il singolo anticiclone, ma agisce sul livello termico di base.

L’Intergovernmental Panel on Climate Change ha rilevato che frequenza e intensità degli estremi caldi sono aumentate in Europa negli ultimi decenni. La crescita dovrebbe proseguire con ogni ulteriore livello di riscaldamento.

Per questo un episodio simile, per durata e configurazione atmosferica, può produrre oggi temperature superiori rispetto a quelle che avrebbe generato in un clima meno caldo.

Ondate di caldo: il ruolo del Mediterraneo e dei terreni secchi

L’Europa si sta riscaldando rapidamente e il Mediterraneo è particolarmente esposto alle conseguenze delle estati calde e asciutte. Le alte temperature aumentano l’evaporazione e riducono l’umidità presente nei terreni.

Quando il suolo è umido, una parte dell’energia solare viene utilizzata per far evaporare l’acqua. Se il terreno è già secco, una quota maggiore riscalda direttamente l’aria e la superficie.

Questa relazione può rafforzare le ondate di calore. Periodi senza pioggia preparano il terreno a temperature più elevate, mentre il caldo accelera a sua volta la perdita di acqua.

Nelle città si aggiunge l’effetto dell’isola di calore urbana. Asfalto, cemento e tetti assorbono energia durante il giorno e la rilasciano lentamente nelle ore notturne. Le minime restano alte e il corpo dispone di meno tempo per recuperare.

Ondate di caldo: attribuire un singolo episodio al cambiamento climatico

Gli scienziati non stabiliscono il legame osservando soltanto il termometro. Gli studi di attribuzione confrontano il clima reale con simulazioni di un mondo privo dell’aumento di gas serra prodotto dalle attività umane.

Il risultato indica quanto il riscaldamento abbia modificato la probabilità o l’intensità dell’evento. Non tutte le ondate ricevono lo stesso risultato, perché contano durata, area interessata e condizioni atmosferiche.

L’Ipcc considera inequivocabile l’influenza umana sul riscaldamento del sistema climatico. Con un riscaldamento globale di 1,5 gradi sono previste ondate più frequenti e stagioni calde più lunghe. A 2 gradi aumentano le possibilità di superare soglie critiche per salute e agricoltura.

Le politiche di adattamento riducono i danni immediati. La diminuzione delle emissioni di gas serra stabilisce quanto gli estremi potranno aggravarsi nei prossimi decenni.

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