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Papa Bergoglio sulle orme di Benedetto: valuto il pontificato a tempo

Papa Bergoglio ai giornalisti ha sottolineato, per la terza volta nel suo pontificato, che rinuncerà al suo incarico quando sentirà di non avere più le forze. Come il suo predecessore, Benedetto XVI
Tre parenti di Papa Francesco, due pronipoti e la loro madre, sono morti in un incidente in Argentina. Lo ha riferito la polizia. L’incidente e’ avvenuto a Cordoba. L’auto sulla quale viaggiavano i parenti di Papa Francesco si e’ scontrata contro un camion, spiega il Clarin. Alla guida c’era Emanuel Horacio Bergoglio, 35 anni, il nipote del pontefice, la moglie Valeria Carmona, 39 anni, e i due figli della coppia, Antonio, di 8 mesi, e Jose’, di due anni. L’auto, una Chevrolet Spin, procedeva a una velocita’ moderata in localita’ James Craik, al km 594 dell’arteria stradale numero 9. Il camion usciva da una stazione di rifornimento, poco prima dell’impatto. La donna e il neonato sono morti sul colpo, mentre Jose’ e’ spirato in ospedale. Emanuel, che e’ il figlio del fratello scomparso del Papa, e’ ricoverato in gravi condizioni e, secondo quanto riferisce un portavoce dell’ospedale Pasteur di Villa Maria, rischia la vita. Il camionista, Raul Pombo, e’ rimasto illeso.

I conflitti, l’Iraq, le due Coree e la Cina. Ma anche il suo futuro e, soprattutto, il ritiro. Proprio come il suo predecessore, Benedetto XVI. Il viaggio di ritorno da Seul è stato l’occasione per Papa Bergoglio, interrogato dai giornalisti, per sottolineare, la terza volta nel suo pontificato, che rinuncerà al suo incarico quando sentirà di non avere più le forze. “Siccome viviamo più a lungo, arriviamo a un’età nella quale non possiamo andare avanti con le cose. Io farò lo stesso che ha fatto Benedetto XVI, chiederò al Signore che mi illumini quando arriva il momento e che mi dica ciò che devo fare. Me lo dirà di sicuro”, ha detto Bergoglio che ha aperto dunque a “un pontificato breve”.

Insomma a quasi 78 anni, seguendo l’esempio dei Papa Ratzinger, ora pontefice emerito, che “ha aperto una porta che è istituzionale e non eccezionale”, il Papa potrebbe rimanere in sella altri “due o tre anni”. L’argomento del ritiro è stato anche l’occasione per affrontare il discorso degli effetti della sua grande popolarità.

Come la vive? “La vivo ringraziando il Signore che il suo popolo sia felice, augurando al popolo il meglio. La vivo come generosità del popolo, quello vero… Interiormente cerco di pensare ai miei peccati, ai miei sbagli, per non “credermela” (espressione in lingua spagnola che equivale a: “credersi importante”, ndr), perché io so che questo durerà come me, due o tre anni e poi… alla casa del Padre! La vivo come la presenza del Signore nel suo popolo che usa il vescovo che è il pastore del popolo per manifestare tante cose. La vivo più naturalmente di prima, perché mi spaventava un po’”.

E in Vaticano? Come vive la sua popolarità al di là del lavoro? “Cerco di essere più libero. Ci sono appuntamenti di ufficio di lavoro, la vita per me è la più normale che si possa fare. Mi piacerebbe uscire ma non si può, ma non si può. Poi a Santa Marta faccio la vita normale di lavoro, di riposo, chiacchiere… Se mi sento prigioniero? No. All’inizio sì, ma sono caduti alcuni muri… per esempio (sorride): il Papa non poteva scendere in ascensore da solo, subito qualcuno veniva ad accompagnarlo! “Ma tu vai al tu posto che io scendo in ascensore da solo!” È finita la storia, e così eh.. la normalità, la normalità”.