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Papa Francesco: “A Roma si pensi a rifugiati e disoccupati”

La Roma dell’anno nuovo avrà un volto ancora più bello se sarà più ricca di umanità, ospitale, accogliente, se tutti noi saremo attenti e generosi verso chi è in difficoltà, se sapremo collaborare con spirito costruttivo e solidale, per il bene di tutti“. E’ l’invito rivolto da Papa Francesco nell’ultimo giorno dell’anno, durante l’omelia pronunciata a San Pietro per i Vespri in occasione del Te Deum del 31 dicembre. Ma ancora: “La Roma dell’anno nuovo – ha proseguito Bergoglio – sarà migliore se non ci saranno persone che la guardano da lontano”. E poi, con chiaro riferimento a chi è povero, infelice e rifugiato, ha continuato: “Roma è una città piena di turisti, ma anche piena di rifugiati. Piena di gente che lavora, ma anche di persone che non trovano lavoro o svolgono lavori sottopagati e a volte indegni. Tutti hanno il diritto ad essere trattati con lo stesso atteggiamento di accoglienza e di equità, perché ognuno è portatore di dignità umana. A Roma forse sentiamo più forte questo contrasto tra l’ambiente maestoso e carico di bellezza artistica, e il disagio sociale di chi fa più fatica, ma l’anno nuovo sarà “migliore” se non ci saranno persone che guardano la vita solo “dal balcone”, “in cartolina”, “senza coinvolgersi in tanti problemi umani” di tante persone che “lo vogliamo o no, sono nostri fratelli”.

In questa prospettiva, ha aggiunto, “la Chiesa di Roma si sente impegnata a dare il proprio contributo alla vita e al futuro della città, è il suo dovere: si sente impegnata ad animarla con il lievito del Vangelo, ad essere segno e strumento della misericordia di Dio. Questa sera concludiamo l’anno del signore 2013 ringraziando e chiedendo perdono, due cose insieme”.