Ucraina, Trump lancia il piano di pace: Witkoff e Kushner da Putin e Zelensky per fermare la guerra
C’è una proposta sul tavolo, e porta la firma di Donald Trump. L’obiettivo è fermare una guerra che dura da quattro anni e mezzo, e il veicolo scelto sono due uomini di fiducia del presidente americano: Steve Witkoff e Jared Kushner, in partenza per un doppio appuntamento diplomatico che potrebbe ridisegnare gli equilibri del conflitto. Secondo l’agenzia russa Tass, che cita una fonte anonima, i due inviati atterreranno a Mosca e successivamente a Kiev il 5 e 6 settembre.
Il weekend si candida così a diventare uno snodo decisivo. “Witkoff e Kushner portano a Mosca una proposta per porre fine alla guerra. Abbiamo un’idea per la pace. In questa guerra c’è un problema di personalità, c’è vero odio tra Putin e Zelensky“, ha dichiarato Trump, mettendo il dito su quella che descrive come una frattura personale, prima ancora che politica, tra i due leader. Resta però in sospeso il nodo più spinoso: se il piano contempli una cessione di territorio da parte dell’Ucraina. Un’ipotesi che Kiev aveva già respinto con fermezza nei mesi scorsi, quando sul tavolo era comparsa la questione del Donbass.
A rafforzare l’urgenza di una svolta, sono le cifre snocciolate dallo stesso Trump: “In media muoiono 25mila soldati al mese. Questa guerra deve finire, e ci sono buone possibilità che finisca”. Il presidente americano rivendica poi un canale diretto e privilegiato con il Cremlino: “Parlo con Putin, lo conosco bene. Non attaccherà nessun territorio della Nato”, ha affermato, provando a spegnere sul nascere i timori di un’escalation che coinvolga l’Alleanza Atlantica.
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Zelensky: “Cieli liberi per i negoziatori americani”
Da Kiev, intanto, arrivano segnali di apertura. Il Presidente ucraino guarda con attenzione alla missione americana a Mosca e, nel frattempo, ha deciso di congelare le operazioni militari ucraine per non compromettere il dialogo. In un post su Telegram ha scritto: “Come già avvenuto durante le precedenti visite diplomatiche della delegazione degli Stati Uniti, garantiremo il normale funzionamento dello spazio aereo russo affinché i negoziatori possano arrivare in sicurezza. Ci preoccupiamo della loro incolumità, non di quella della Russia”. E ancora: “Da parte nostra non ci saranno attacchi aerei, e anche la Russia dovrà garantire, in modo reciproco, una pausa negli attacchi aerei per tutto il tempo necessario allo svolgimento dei colloqui”.
“Il nostro obiettivo – ha aggiunto il presidente ucraino – è fare in modo che la visita e i colloqui con la parte americana siano il più possibile costruttivi e concreti. Dobbiamo cercare opzioni reali per indirizzare questa guerra verso la sua conclusione. Vedremo quali proposte avranno Steve e Jared e cosa risponderà loro Mosca”. Sullo sfondo, prosegue intanto la guerra parallela nei cieli: da giorni l’Ucraina conduce una campagna mirata a rendere insicuro lo spazio aereo russo, e le minacce di attacchi con droni su Mosca hanno già costretto diverse compagnie aeree a rivedere i propri piani di volo.


