Apre nel Municipio XII il nuovo polo educativo pubblico 0-6: nido, scuola dell’infanzia, legno, verde e consumi quasi zero. È il primo tassello della trasformazione dell’ex Residence Roma, rimasto per oltre quindici anni uno dei simboli del degrado della zona.
A Roma qualche volta capita anche il miracolo urbanistico: dove per anni c’erano cemento, finestre vuote e promesse invecchiate male, adesso entrano bambini con zainetti e colori. A Bravetta, nell’area dell’ex Residence Roma, dal primo settembre è operativo il nuovo polo educativo pubblico destinato a ospitare fino a 100 bambine e bambini tra nido e scuola dell’infanzia.
Una scuola al posto di 100mila metri cubi di abbandono
La nuova struttura, realizzata in legno naturale secondo gli standard NZEB a energia quasi zero, nasce all’interno di spazi immersi nel verde e pensati espressamente per la fascia 0-6 anni.
Ma la notizia vera è soprattutto ciò che c’era prima. L’intervento sorge infatti nell’area dove sono stati demoliti cinque fabbricati dell’ex residence: oltre 100mila metri cubi di cemento rimasti abbandonati per più di quindici anni. Una piccola rivoluzione, almeno per una città dove spesso è più facile inaugurare un progetto che vederlo finito.
Bravetta cambia volto: investimento da 180 milioni
Il polo scolastico è soltanto il primo capitolo di una riqualificazione molto più ampia, sostenuta da circa 180 milioni di euro di investimenti privati, dei quali 18 destinati a opere e oneri di urbanizzazione.
Nei prossimi mesi sono previsti una nuova piazza pubblica, percorsi ciclopedonali e collegamenti con la Valle dei Casali, il Buon Pastore e la Tenuta dei Massimi. Insomma, Bravetta prova a cucire una ferita urbana rimasta aperta troppo a lungo.


