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Roma/ Il Papa: “La realtà si capisce meglio dalle periferie”

 

papa francesco 04

Carissime sentinelle. Le periferie hanno un senso positivo perché la realtà la si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie”. Tra lo scherzo e la riflessione, il Papa, rivolto ai fedeli e al parroco della chiesa dei santi Zaccaria e Elisabetta a Prima porta che, alla estrema periferia nord di Roma, si definiscono “sentinelle della città”, ha detto queste parole, prima di cominciare a celebrare la messa. Quella di oggi è la prima visita di Francesco in una parrocchia della capitale.

“Caro primo sentinelle e caro secondo sentinella, mi piace quello che dite sulle sentinelle, la realtà si capisce meglio non dal centro, ma dalle periferie, anche se come tu hai detto, bisogna diventare sentinelle, ti ringrazio per questo lavoro di essere sentinelle, ringrazio per  l’accoglienza in questo giorno di festa della Trinità”, ha detto ancora il papa. “E ci sono – ha aggiunto – i preti che conoscente bene e che sono i due segretari del papa, che è in Vaticano, mentre il vescovo è qui, questi due – ha commentato – lavorano bene e uno, oggi, don Alfred, fa la ricorrenza di 29 anni di ordinazione sacerdotale, preghiamo per lui, chiediamo almeno altri 29 anni”.

Durante la liturgia, concelebrata dal cardinale vicario Agostino Vallini, dal vescovo ausiliare del settore Nord, monsignor Guerino Di Tora, dal parroco don Benoni Ambarus e dal vicario parrocchiale don Giovanni Franco, il Santo Padre ha amministrato il sacramento dell’Eucarestia a 16 bambini e distribuito la comunione ad altri 28. “Gesù ci ha salvato, e cammina con noi. Che fa per noi? Questa domanda è difficile. Chi la sa vince il derby…”, ha scherzato parlando con i piccoli fedeli. Il pontefice è stato accolto da una folla di persone e per consentire a tutti di partecipare all’evento sono stati allestiti due maxischermi.

Nel suo ricordo di don Puglisi, il sacerdote ucciso a Palermo nel 1993 e beatificato ieri, il Papa ha infine chiesto di pregare “perchè questi mafiosi e mafiose si convertano”. “Dietro a tanti mali – ha detto il pontefice –  ci sono le mafie”.  E ancora: “Don Puglisi è stato un sacerdote esemplare, dedito specialmente alla pastorale giovanile. Educando i ragazzi secondo il Vangelo vissuto li sottraeva alla malavita e così questa ha cercato di sconfiggerlo uccidendolo. In realtà però è lui che ha vinto con Cristo risorto”.

“Io penso – ha aggiunto a braccio – a tanti dolori di uomini e donne, anche bambini, che sono sfruttati da tante mafie, che sfruttano loro facendogli fare il lavoro che li rende schiavi, con la prostituzione, con tante pressioni sociali, dietro di questi sfruttamenti, di queste schiavitù, ci sono mafie, ma preghiamo il Signore perchè converta il cuore di queste persone, non possono fare questo, non possono fare i nostri fratelli schiavi, dobbiamo pregare il Signore, preghiamo perchè questi mafiosi e queste mafiose si convertano a Dio”.