“Preso dal popolo”, il sacerdote e’ “inviato ad esso come dispensatore dei doni e delle consolazioni di Gesu’: l’unico Buon Pastore che, pieno di profonda compassione per tutti i piccoli e gli esclusi di questa terra, affaticati e oppressi come pecore senza pastore, ha voluto associare molti al suo ministero per rimanere e operare Lui stesso, nella persona dei suoi sacerdoti, per il bene del suo popolo”. Lo ha sottolineato Papa Francesco nell’omelia della messa crismale; affermando che “e’ la Chiesa viva, con nome e cognome, di cui il sacerdote si prende cura nella sua parrocchia o nella missione affidatagli”.
Durissimo padre Raniero Cantalamessa, durante la celebrazione della Passione nella basilica vaticana, presieduta da Papa Francesco. Un’omelia il cui senso è che il vero nemico di Dio non è Satana, ma il denaro. E’ “scandaloso” che “alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze” e che “alzino la voce appena si profila l’eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale”, afferma padre Cantalamessa. E ancora: “Giuda cominciò con sottrarre qualche denaro dalla cassa comune. Dice niente questo a certi amministratori del denaro pubblico?”.
Secondo il frate cappuccino, “‘l’attaccamento al denaro – dice la Scrittura – è la radice di tutti i malì. Dietro ogni male della nostra società c’è il denaro, o almeno c’è anche il denaro”. Il predicatore pontificio prosegue con qualche esempio: “Cosa c’è – chiede – dietro il commercio della droga che distrugge tante vite umane, lo sfruttamento della prostituzione, il fenomeno delle varie mafie, la corruzione politica, la fabbricazione e il commercio delle armi, e perfino – cosa orribile a dirsi – alla vendita di organi umani tolti a dei bambini?”. “Ma senza pensare a questi modi criminali di accumulare denaro – rincara – non è già scandaloso che alcuni percepiscano stipendi e pensioni cento volte superiori a quelli di chi lavora alle loro dipendenze e che alzino la voce appena si profila l’eventualità di dover rinunciare a qualcosa, in vista di una maggiore giustizia sociale?”.

