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Terrorismo, “le stragi di Parigi pilotate dal Belgio via sms”

La polizia ha fatto irruzione nell’abitazione di due presunti kamikaze ad Ankara trovando i giubotti esplosivi: l’obiettivo era la centrale piazza Kizilay. In Belgio presi due membri dei ‘Kamikaze Riders’ per “partecipazione ad attività di gruppo terroristico”, progettavano di colpire Bruxelles. Gli investigatori francesi hanno ricostruito la dinamica degli attacchi del 13 novembre

La polizia turca ha arrestato due persone ad Ankara sospettate di stare pianificando un attacco suicida a Capodanno. Secondo un funzionario che ha chiesto l’anonimato, i presunti kamikaze erano legati all’Is. Il loro obiettivo era quello di farsi esplodere nel quartiere di Kizilay, pieno di ristoranti, negozi e con la piazza centrale nel cuore della capitale turca, proprio durante i festeggiamenti di fine anno. Le conseguenze sarebbero state anche superiori ai 202 morti causati ad Ankara dall’attacco suicida del 10 ottobre contro una manifestazione curda. Da allora le autorità hanno aumentato le operazioni per contrastare i militanti.

Entrati nel Paese dalla Siria, i due sospetti, come descrive l’agenzia di stampa turca Anadolu, sarebbero entrambi cittadini turchi ma la loro nazionalità non è ancpora certa né la notizia confermata. La polizia li ha arrestati in casa durante un blitz nel distretto di Mamak. Nell’abitazione gli agenti hanno trovato, e sequestrato, i giubbotti esplosivi assemblati con cuscinetti a sfera e barre di metallo, per causare danni maggiori con l’esplosione, una tecnica già usata in altri attentati nel Paese.

L’allerta per la fine dell’anno è alta. In Belgio, dopo due giorni di perquisizioni nel brabant fiammingo, nelle regioni di Bruxelles e Liegi, sono stati arrestati due membri del gruppo “kamikaze riders”: il fondatore del movimento, il predicatore salafita Said Souati, 30 anni, e di Mohamed Karay, 27, un tecnico automobilistico. Entrambi provengono dal distretto di Anderlecht.

Secondo quanto riferisce La Derniere Heure, anche loro progettavano un attentato a Bruxelles per capodanno. Gli agenti dell’antiterrorismo hanno esaminato il Gsm di Mohamed Karay, appurando che consultava frequentemente siti jihadisti. Souati, già nel 2013 era stato citato nel dossier Sharia4Belgium ed era considerato estremista radicale e predicatore salafita. L’uomo è conosciuto anche con i soprannomi di Said Kamikaze, Kawaz Kr e Said Delta Box III. E’ accusato di “partecipazione ad attività di un gruppo terroristico in qualità di dirigente e di reclutatore nell’ottica di commettere reati terroristici”. Nel mandato di arresto Mohamed Karay è indicato come “autore o co-autore di attività terroristiche”. I ‘Kamikaze Riders’ nella regione di Bruxelles sono noti per le loro scorribande in strada a tutta velocità, ma anche per il sostegno dei loro membri alla causa jihadista.

I sospetti, secondo la rete televisiva Rtbf, avevano pianificato degli attacchi contro diversi “obiettivi emblematici” della capitale belga, da mettere a segno durante le festività di fine anno. Secondo indiscrezioni della stampa belga, l’obiettivo principale era il commissariato generale, che si trova a due passi dalla Grand Place di Bruxelles: l’informazione non è stata confermata, ma il livello di allerta è stato innalzato per i commissariati e per i militari in pattuglia sulle strade da 2 a 3 e così resterà per almeno la settimana prossima.

Attacchi a Parigi pilotati via sms dal Belgio. Il legame tra il Belgio e gli attacchi del 13 novembre a Parigi si rafforza con l’esame degli incartamenti dell’inchiesta i cui contenuti sono stati rivelati oggi da Le Monde. Secondo gli inquirenti i massacri furono pilotati in tempo reale via sms dal Belgio. Secondo il quotidiano, poco prima dell’attacco al Bataclan, un messaggio fu inviato da un telefonino Samsung, poi ritrovato in un cestino dei rifiuti nelle vicinanze. Quella sera nella celebre sala concerti parigina si erano radunati più di 1500 ragazzi venuti ad ascoltare gli Eagles of Death Metal. Alle 21.40 una Polo nera, con a bordo i tre kamikaze del commando, parcheggia davanti all’edificio. Due minuti più tardi, viene inviato un sms: “Siamo partiti, cominciamo”. Il destinatario del messaggio – non ancora identificato – si trova in Belgio. La sua linea è stava attivata alle 22.24 del 12 novembre e verrà disattivata subito dopo quell’ultimo sms. In quasi una giornata, il cellulare dal Belgio ha comunicato solo ed esclusivamente con il telefonino Samsung di uno dei terroristi che sarà ritrovato nella spazzatura: i due si sono scambiati ben 25 messaggi. Si sapeva che i terroristi in azione nei caffè e quelli dello Stade de France erano stati – quella sera – in regolare contatto fra di loro. Ora l’inchiesta rivela che i commando in azione “sono stati pilotati in tempo reale dal Belgio”. Un “triplo coordinamento”, come l’hanno definito gli inquirenti, avvenuto con qualcuno che organizzava le azioni a distanza. Le Monde precisa che un secondo numero belga è stato in contatto tutta la sera del 13 novembre con Abdelhamid Abaaoud, il belga considerato il coordinatore dei massacri e rimasto ucciso nel blitz delle teste di cuoio francesi a Saint-Denis pochi giorni dopo.

Allerta anche in Bangladesh dove l’ambasciata Usa ha messo in guardia i cittadini statunitensi sulla possibilità, nei prossimi giorni, di attacchi terroristici contro hotel e locali dello stato asiatico, forse in coincidenza con i festeggiamenti di Capodanno. Lo riferisce il sito della Cnn. L’ambasciata a Dhaka non ha rivelato l’origine del suo “warning” che comunque segue di un mese un avviso ai turisti in Bangladesh diffuso dal Dipartimento di Stato Usa dopo attacchi rivendicati dall’Is nel paese.