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Cronache
Pedofilia nella Chiesa, il dossier-choc della Cei: 89 abusi in due anni

Pedoflia, dossier Cei: esibizionismo, porno, molestie e adescamenti online

La Chiesa italiana fotografa la situazione, per combattere al meglio la piaga degli abusi sui minori. Presentato oggi a Roma il primo Report nazionale della Cei sulla tutela dei minori nelle diocesi italiane. Numeri consistenti: nel biennio 2020-2021 i casi di abusi segnalati riguardano 89 persone. Si tratta di episodi relativi anche al passato, circa la metà, comunque in 61 casi i coinvolti sono adolescenti o preadolescenti, tra i 10 e i 18 anni. In dodici addirittura sotto i 10 anni.

Si parla di comportamenti inappropriati, esibizionismo. toccamenti, vere e proprie molestie, linguaggio, esibizione di pornografia, adescamenti online. Trenta i chierici responsabili, 23 i laici, 15 i religiosi: normalmente di età tra i 40 e i 60 anni. Hanno agito in parrocchia o in sedi legati alla vita associativa. 

Tra le azioni di accompagnamento di chi denuncia, i centri di ascolto istituiti nelle diocesi forniscono informazioni e aggiornamenti sull’iter della pratica, organizzano incontri con l’Ordinario, offrono un percorso di sostegno psicoterapeutico e di accompagnamento spirituale (12,3%).

Chi invece viene indicato come responsabile riceve a sua volta percorsi di recupero, anche inserimento in comunità di accoglienza, trattamenti psicoterapeutici.

Già dallo scorso maggio la Cei ha approvato una determinazione con cinque linee di azione per una più efficace prevenzione del fenomeno degli abusi. Si tratta di potenziare la rete dei referenti diocesani e dei relativi Servizi per la tutela dei minori e delle persone vulnerabili; implementare la costituzione dei Centri di ascolto, per l’ascolto e l’accoglienza delle vittime di abusi in ambito ecclesiale (attualmente un centinaio; conoscere e analizzare, in modo quantitativo e qualitativo, i dati forniti dal Dicastero della Dottrina della Fede relativi alle denunce raccolte e dei fascicoli aperti dall’autorità ecclesiastica, dal 2001 al 2020; partecipare in qualità di invitato permanente all’Osservatorio per il contrasto della pedofilia e della pornografia minorile, istituito con legge 269/1998.

Si tratta di dati molto importanti per la loro solidità, completezza e affidabilità perché frutto di precise procedure penali. Non dunque di semplici articoli di giornale, denunce anonime, questionari pensati per la statistica o di dati proiettivi. Evidente, dunque, l’importanza di poter studiare attentamente questi dati assolutamente attendibili per comprendere quali siano i tratti caratteristici delle dinamiche abusive in ambito ecclesiale, come si siano sviluppate e quali siano le strategie per poterle meglio prevenire.

Con il dossier presentato oggi si “offre uno strumento conoscitivo per implementare le azioni di tutela dei minori e delle persone vulnerabili nelle Diocesi italiane”. Oggi i Servizi per la tutela dei minori sono presenti in tutte le 226 diocesi italiane. Per quanto riguarda la distribuzione geografica del campione, il Report evidenzia una relativa omogeneità nella presenza di diocesi collocate nelle diverse aree del nostro Paese, anche se al Centro Italia corrisponde una percentuale di poco inferiore a quella di Sud e Nord. Il 77,2% delle diocesi ha una équipe di esperti a sostegno del Servizio, le cui principali attività consistono in incontri e corsi formativi.
 

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