Le “proposte di modifica” del decreto legge in materia di efficienza della giustizia, che contiene norme sulla proroga dei pensionamenti di alcuni magistrati, sui tirocini, sulla legittimazione ai trasferimenti e sul massimario, e le “concrete future prospettive relative all’investimento sulla giustizia”: questi sono i temi che l’Associazione nazionale magistrati (Anm) aveva indicato in un documento del primo ottobre come le priorita’ da discutere con il governo, e sulle quali decidere eventualmente “iniziative di protesta”, compreso lo sciopero. Nella riunione del primo ottobre scorso, il direttivo del sindacato delle toghe aveva deliberato inoltre di “attivare subito una interlocuzione con altre categorie del comparto giustizia” quali rappresentanze dell’Avvocatura e del personale amministrativo per “valutare ogni utile ed eventuale iniziativa riguardante la cronica carenza di risorse”.
In una nuova riunone il 14 ottobre scorso il direttivo dell’Anm aveva affermato che le condizioni di lavoro del personale amministrativo rappresentano una “priorita’ assoluta” per i magistrati e che per questo l’Anm garantisce “il piu’ totale appoggio” alle istanze avanzate dai rappresentanti del personale fino a farsene “portatrice presso gli organi istituzionali, fin dai prossimi incontri”, come appunto quello di oggi con il presidente del Consiglio Matteo Renzi e il Guardasigilli Andrea Orlando. La Giunta dell’Associazione nazionale magistrati lo stesso 14 ottobre aveva incontrato una rappresentanza del personale amministrativo per discutere in un clima di “grande collaborazione, tutte le criticita’ e le problematiche degli uffici giudiziari. La rappresentanza del personale amministrativo, esprimendo apprezzamento per la convocazione da parte dell’Anm, aveva evidenziato, tra l’altro, la necessita’ che “si proceda con urgenza alla riqualificazione del personale”, attraverso adeguate forme di progressione economica e giuridica.
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