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Indagata per il gruppo Facebook 'Mia moglie', l'avvocato: "Ha respinto tutte le accuse. Paga dazio solo perché risultava essere l'intestataria dell'utenza"
"La signora emotivamente è molto colpita perché non si aspettava che il marito potesse giungere a fare una cosa di questo tipo"

Indagata per gruppo Fb 'Mia moglie' nega le accuse. Le parole dell'avvocato
"Ha respinto tutte le accuse che le sono mosse nel corso di un interrogatorio fiume durato circa 10 ore". Così all'Adnkronos l'avvocato Salvatore Rondine che difende la signora di Lecce di 52 anni indagata dalla Procura di Roma per 'Revenge porn' (l'articolo è il 612 ter del Codice penale e cioè 'diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti'), insieme a un uomo di 24 anni, ex compagno della figlia, in relazione all'inchiesta sul gruppo Facebook 'Mia moglie'.
"La mia assistita ha assunto una condotta collaborativa con gli investigatori e si è professata assolutamente estranea rispetto all'accaduto ", aggiunge il legale.
A creare la pagina Facebook sarebbe stato il marito della signora, un uomo di 70 anni, morto a marzo del 2025, prima che la vicenda venisse alla luce. L'indagine preliminare è condotta dalla Polizia Postale di Roma. La donna, che ha saputo di essere indagata al momento della notifica del decreto di perquisizione domiciliare, ha detto agli investigatori della Polizia postale di Lecce che l'hanno ascoltata in Questura, di "non aver avuto alcuna responsabilità, neppure minima, né alcun comportamento attivo nell'ambito della condotta contestata", continua l'avvocato Rondine.
L'altro indagato è l'ex compagno della figlia. "La signora paga dazio solo perché risultava essere l'intestataria dell'utenza con la quale chi ha compiuto materialmente l'azione ha diffuso le immagini e i video sessualmente espliciti", sottolinea il legale. La Polizia postale ha sequestrato oltre ai cellulari della donna anche diversi altri dispositivi tecnologici.
"La signora emotivamente è molto colpita - conclude l'avvocato Rondine - perché non si aspettava che il marito potesse giungere a fare una cosa di questo tipo ma sta cercando di andare avanti essendo convinta della sua innocenza, con il sostegno della figlia, anche lei certa della terzietà della madre"
