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Cronache

 

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L'onlus Ledha, che si occupa del coordinamento associativo di Milano per i diritti delle persone con disabilità, lancia l'allarme: "A fronte di una maggior spesa, di cui l'Assessorato intende farsi carico, non è stato possibile conoscere quali priorità e criteri voglia adottare a fronte degli annunciati tagli seppur marginali al bilancio: questa è una situazione non accettabile. Le Associazioni temono conseguenze pesanti sulle persone con disabilità, specialmente su coloro che non fruiscono di servizi diretti del Comune (assistenza domiciliare, assistenza indiretta, vita indipendente, residenzialità ecc). Questa situazione ha già portato di recente all'auto sospensione dei referenti dal Tavolo Permanente Disabilità, a causa della mancanza di proposte concrete sui temi "emergenze scorrimento liste di attesa" e "compartecipazione alla spesa" dopo un serrato lavoro di analisi e di confronto tra enti gestori ,associazioni (3 e 4 settore) e Comune di Milano concluso rispettivamente nei mesi di dicembre 2012 e gennaio 2013. Dopo aver partecipato attivamente a due forum sulle politiche sociali (novembre 2011 e gennaio 2012), dopo aver lavorato per mesi alla stesura del documento sul tema disabilità che viene allegato al Piano di sviluppo del welfare (giugno 2012), dopo aver partecipato a numerosi gruppi di lavoro, dopo ripetuti incontri del Tavolo Permanente Disabilità - luogo che avrebbe dovuto essere di confronto costante, di verifica dell'implementazione del Piano di sviluppo del Welfare e regia generale delle politiche del welfare nell'ambito della disabilità - ad oggi non si ha modo di comprendere cosa intenda fare il Comune di Milano sul tema disabilità e quali siano le sue priorità. Solo in data 30 aprile, l'Assessorato ha consegnato ai referenti del terzo e quarto settore che partecipano al Tavolo Permanente due documenti che le Associazioni non ritengono adeguati. Liste d'attesa: seppur è da ritenersi positivo che, in tema di scorrimento delle liste, sia stata data un'ipotesi non ancora formalizzata in un provvedimento ufficiale, l'assessorato prevede però che l'inserimento di persone in attesa da più di due anni parta solo dal mese di luglio 2013 e che le liste non si esauriscano per tutti i servizi ricreando quindi fin da ora un'altra "emergenza" ancor prima di aver risolto la prima. Compartecipazione alla spesa: l'assessore Majorino aveva dichiarato inizialmente la sua intenzione di applicarla a tutti i servizi sociali come "operazione culturale" basata sul criterio di equità, criterio tanto sbandierato come elemento cardine quanto poi in questi giorni inspiegabilmente disatteso. Infatti le famiglie che afferiscono ad alcuni servizi (CSE e SFA), e che già dal 2010 pagano un contributo fisso direttamente all'ente che gestisce il servizio (in contraddizione con quanto lo stesso Comune di Milano ha previsto nel Piano di zona) indipendente dal reddito individuale o familiare, continueranno a pagare cifre maggiori e differenti rispetto ad altre famiglie (afferenti ai CDD) per le quali è prevista una sperimentazione di compartecipazione che , qualora approvata dal Consiglio Comunale, sarà basata su ISEE individuale a partire dal 2014 creando una disparità di trattamento ingiustificata. Questa situazione così confusa, dove gli orientamenti espressi in una sede vengono poi successivamente smentiti, dove il Comune pubblicamente annuncia il reperimento di "nuove risorse per i servizi" mentre invece sono risorse che servono a coprire solo la spesa corrente, dove la struttura organizzativa del settore appare oggi ampiamente deficitaria, non lascia intravedere una capacità programmatoria e strategica che sia in grado di valorizzare al massimo le risorse residue dai tagli che, da quanto è dichiarato, saranno marginali per il settore. Ottenere la riduzione dei tagli al budget e non riuscire ad utilizzare al meglio le risorse rese disponibili, soprattutto a fronte di una situazione non facile per il bilancio, rende ancora più pressante la necessità che il Comune, dal Sindaco agli assessori, si attivi affinché questo sistema che non ha futuro possa essere ridisegnato e messo nelle condizioni di dare risposte nuove ed efficaci".

LA RISPOSTA DELL'ASSESSORE MAJORINO

 

majorino

Caro Direttore,
il comunicato è aspro e ricco di inesattezze, evidentemente frutto innanzitutto di una scarsa capacità di gestione del nostro settore interno, dei messaggi riguardanti le nostre scelte. Comunque presto ci chiariremo e si vedrà che, con Ledha, parliamo la stessa lingua. Non solo, nei prossimi giorni si leggerà nero su bianco che il settore disabilità, come già per la verità detto in diverse occasioni, conoscerà un incremento di risorse totalmente in controtendenza con le scelte complessive dell'Ente.

Il 4 di giugno, inoltre, si terrà la riunione di confronto sulla disabilità il "tavolo permamente" e confrontandoci sulla base di un documento che stiamo redigendo in questi giorni accorceremo le distanze (peraltro interne anche al mondo dei soggetti associativi delle persone con disabilità). Certo il Comune non può fare tutto da solo. Mi aspetto da Regione Lombardia e Governo Letta un'inversione radicale di tendenza. Dobbiamo scrivere un nuovo patto nel nome dei diritti delle persone con disabilità, a partire dai contenuti del Piano di sviluppo del welfare del Comune di Milano. Finalmente noi siamo in grado di dire cosa faremo e con che soldi. Mi auguro che la cosa valga anche per gli altri.

Pierfrancesco Majorino

LA RISPOSTA DELLA LEDHA

di Marco Rasconi - Presidente Ledha Milano

Siamo molto contenti di apprendere dalle parole dell'Assessore che presto ci verranno illustrate finalmente le priorità e che al posto di tagli marginali (così come dichiarato dall'Assessore in occasione dell'ultimo Tavolo Permanente) le risorse che sarà possibile mettere in campo saranno di più; sono cose che da tempo stiamo chiedendo di consocere all'interno del Tavolo Permanente.
Siamo consapevoli che all'interno del 3 e 4 settore vi siano le capacità per dare le risposte per un efficientamento ed utilizzo senza sprechi dell'ormai depradatato bilancio comunale.
Il mondo dell'associazionismo e della cooperazione sono in grado e vogliono assolutamente continuare a mettere a disposizione le proprie competenze per migliorare la qualità della vita delle persone con disabilità, sapendo bene che è un compito ancora più difficiole in questo momento; un compito che però una comunicazione non solo corretta ma anche lungimirante su progettazione a lungo termine e su quelli che sono gli obiettivi che il sistema si deve porre è fondamentale, a patto che si parta dalla definizione dei "livelli essenziali".

Che con il Comune si parli la stessa lingua ne siamo convinti anche noi, infatti concordiamo che Stato e Regione debbano fare un passo in più, ma innanzitutto dobbiamo avere chiaro che gli obiettivi siano condivisi proprio per evitare uno scontro che, fino ad oggi, abbiamo cercato di evitare in ogni modo. Possiamo tranquillamente affermare che da sempre nel mondo della disabilità il collaborare sia un elemento che lo contraddistingue.
Lo possiamo affermare anche perchè l'idea di essere uniti per chiedere alla Regione e allo Stato di intervenire in maniera concreta per non decapitare il Comune e conseguentemente ricadere pesantemente sulle persone con disabilità, l'abbiamo proposta noi al Comune già due anni fa, partendo dalla convizione che solo con un progetto condiviso fosse possibile interloquire con Regione e Stato, dichiarandoci disponibili a scendere in campo a fianco del Comune. Per far si che questo sia possibile, ribadiamo, è fondamentale però condividere priorità e progettazioni a lungo termine e poter contare su una macchina organizzativa certamente più efficiente di quanto lo sia stata fino ad oggi e su questo vediamo che anche l'Assessore è d'accordo con noi.

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