Prof accoltellata da un alunno a Roma, le parole dei genitori
Preoccupazione e sgomento: sono questi i due sentimenti che animano stamattina i genitori che hanno riaccompagnato i loro figli all’Istituto Giovanni Verga, la scuola media in cui venerdì uno studente di 13 anni ha accoltellato la sua professoressa. “Il video in cui lui prepara l’aggressione fa impressione”, ripetono in molti. “Pensare che sia facile portare dei coltelli di quelle dimensioni nelle scuole è una follia – racconta un papà -. Non si può non essere preoccupati nel riportare i nostri figli qui dopo quello che è successo“. Per un altro genitore “la responsabilità è collettiva. Non sappiamo cosa ci sia nella testa di questi ragazzi. Genitori, insegnanti e istituzioni devono unire le forze per intervenire insieme”.
Gli studenti della scuola media Giovanni Verga, a Roma, sono rientrati nelle loro classi oggi per la prima volta da quando, venerdì, un ragazzo di 13 anni ha accoltellato la sua professoressa. Due lunghi drappi rossi sono stati stesi lungo il cancello d’ingresso, a tutela della privacy di ragazze e ragazzi. Gli studenti sono entrati alla spicciolata prima dell’orario normale di ingresso, già a partire dalle 7.20 del mattino. Carabinieri e polizia locale presidiano il viale di fronte all’ingresso della scuola.
A lasciare una testimonianza di quanto accaduto venerdì anche Corrado Ruffini, un assistente educativo dell’istituto Giovanni Verga: “Sono entrato in classe che era appena accaduto il tutto. Il ragazzo che ha accoltellato la prof era sotto choc, imbambolato. Chiedeva scusa in continuazione. Mi raccontava che aveva un piano chiaro: fare del male a una sola persona, non ferire nessun compagno, e poi costituirsi”, ha detto. “Ho preso in consegna il ragazzo fino all’arrivo, tempestivo, delle forze dell’ordine. La scuola ha reagito benissimo e ha fatto uscire gli studenti dall’aula per proteggerli. Quanto al ragazzo che è intervenuto per salvare la professoressa: inizialmente l’ho scambiato per un adulto per la sua stazza. Ha compiuto un gesto davvero eroico“, ha concluso Ruffini.


