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Raduni “Fast and Furious”, il nuovo trend che dilaga tra i giovani: gara clandestina sventata a Tirano, folli corse in moto nel Milanese

Denunciato l’organizzatore 24enne della gara in Valtellina: aveva reclutato i partecipanti sui social. Nel mirino anche motoraduni illegali sulle superstrade dell’hinterland

Raduni “Fast and Furious”, il nuovo trend che dilaga tra i giovani: gara clandestina sventata a Tirano, folli corse in moto nel Milanese
Corse clandestine

Nascono su Instagram e TikTok, si danno appuntamento con poche ore di preavviso e trasformano strade aperte al traffico in circuiti privati. Le corse clandestine sono diventate un fenomeno virale che corre sulle piattaforme prima ancora che sull’asfalto. Il Ferragosto lombardo ne ha offerto una doppia fotografia: a Tirano, in provincia di Sondrio, la polizia ha sventato una gara automobilistica ribattezzata “Fast and Furious” e pubblicizzata sui social, mentre sulle superstrade del Milanese il gruppo di motociclisti che si firma “418” ha inscenato l’ennesimo raduno tra impennate, velocità folli e lancio di razzi. Due episodi distanti centocinquanta chilometri, un unico copione: la sfida al Codice della Strada come contenuto da esibire online.

Sventata la corsa clandestina a Tirano

In Valtellina la competizione illegale, in programma durante la notte nella zona industriale di Tirano, prevedeva un tracciato ricavato da strade percorse dal traffico ordinario e perfino la figura della “sbandieratrice” incaricata di dare il via alle sfide, replica fedele della saga hollywoodiana “Fast and Furious“. A mandare in fumo il piano è stato il blitz della polizia di Stato, condotto con personale specializzato della polizia stradale e della squadra mobile, dell’Ufficio prevenzione generale e del settore polizia di frontiera di Tirano, con il supporto di carabinieri e polizia locale.

Venticinque partecipanti identificati

Gli agenti hanno identificato venticinque persone, in gran parte giovanissime, e passato al setaccio diverse auto sportive in assetto da competizione. Il bacino di reclutamento misura la forza del richiamo social: i partecipanti erano giunti da Lecco, da Monza e dalla vicina Svizzera. Gli accertamenti hanno condotto all’organizzatore, un ventiquattrenne ora denunciato per organizzazione di competizioni non autorizzate in velocità con veicoli a motore. Il Codice della Strada punisce il reato con la reclusione da uno a tre anni e una multa da 25.000 a 100.000 euro, cui si aggiunge la sospensione della patente da uno a tre anni.

I “418”, il motoacrobatismo urbano che sfida l’hinterland

Nelle stesse ore, sulle strade del Milanese, andava in scena un altro raduno. Il gruppo “418”, sigla dietro cui si riconosce una compagine di giovanissimi dediti a quello che può definirsi motoacrobatismo urbano, si è ritrovato per una corsa a velocità sostenuta lungo le superstrade dell’hinterland. Il rituale è codificato: incontri annunciati sui social poche ore prima, T-Max e moto di grossa cilindrata, impennate acrobatiche eseguite tra gli altri veicoli, un’estetica riconoscibile fatta di tute larghe, giubbotti di pelle, marsupi e catenine. Centinaia i giovanissimi coinvolti, tra chi guida e chi assiste, mentre gli incidenti stradali restano, statistiche alla mano, la prima causa di morte nella loro fascia d’età.

Alla velocità, nella serata di Ferragosto, si è sommato il lancio di razzi e fuochi d’artificio in piena corsa, pratica in espansione come prova di coraggio e gesto di sfida alle forze dell’ordine. Accendere fuochi pirotecnici nelle aree abitate è vietato per ragioni concrete: possono provocare ustioni, perdita della vista e amputazioni, scatenare il panico nei luoghi affollati, liberare polveri sottili e metalli tossici. In strada il rischio si moltiplica, perché un lampo improvviso basta a distrarre chi guida.

Da Bruzzano a San Siro, la mappa dei rally notturni

Il fenomeno ha ormai una geografia precisa. Le segnalazioni dei residenti indicano il parcheggio del cimitero di Bruzzano e le rotonde circostanti, teatro di rally notturni, poi Rozzano, Pioltello, Sesto San Giovanni e il piazzale dello Sport a San Siro, dove di recente le forze dell’ordine hanno identificato centinaia di persone e sequestrato veicoli. “Numerose sono le segnalazioni che giungono da diversi quartieri di motoraduni sempre più estremi e frequenti. Queste azioni pericolose mettono a serio pericolo chi transita in quel momento e possono creare emulazione tra altri giovani. Questa moda non va sottovalutata“, avverte Fabiola Minoletti, vicepresidente del coordinamento dei comitati milanesi. L’emulazione, del resto, è il motore dell’intero fenomeno: ogni impennata filmata e ogni gara annunciata in rete diventa l’invito alla prossima.