Ranucci: “Lavitola per arrivare a Dell’Utri”
L’attentato ai danni di Sigfrido Ranucci si è trasformato in un rebus. Per i pm, infatti, la mente è Valter Lavitola, ma è lo stesso conduttore di Report e vittima del gesto a escludere questa ipotesi: “Non lo farebbe mai, lui è un mio amico”. Si scopre intanto che a presentare Lavitola a Ranucci è stato Guido Ruotolo, gemello di Sandro, l’esponente del Pd.
“Se ho presentato io Valter Lavitola e Sigfrido Ranucci? Probabilmente è vero – conferma il giornalista de La Stampa – se è successo, l’incontro è avvenuto dentro quel ristorante. Ma stiamo parlando di tanti anni fa”. Ranucci intanto svela altri dettagli sul suo rapporto con Lavitola. “Volevo realizzare – dice Ranucci a Il Corriere della Sera – un’intervista a Marcello Dell’Utri, ex braccio destro di Berlusconi, e lui avrebbe potuto dare una mano“.
“L’ipotesi dell’attentato in stile Trump? Peccato che abbia sempre rifiutato di candidarmi. Non regge“, tuona Ranucci”. Il conduttore di Report prova a ipotizzare la pista dietro al suo attentato: “Penso che la più sensata sia quella relativa al servizio che ha riguardato la società Cantiere Navale Vittoria (storica azienda italiana che produce, fra l’altro, motovedette da guerra e finanziata da imprenditori casertani, ndr) della quale si è occupato Daniele Autieri. Quanto alla questione politica, invece, non ho ceduto a lusinghe di tutti gli schieramenti. Centrosinistra. Centrodestra. Movimenti. La mia risposta è la stessa data a Francesco Filini di Fratelli d’Italia in una circostanza. Non mi candido perché se mi eleggono mi tocca finire nella commissione di vigilanza Rai“.

