Ricina, il nuovo dettaglio sul menù può stravolgere tutto
Il giallo della ricina di Pietracatella continua. Dopo mesi di indagini non c’è ancora nessuna certezza sulle cause e sui colpevoli della morte di Sara Di Vita, 15 anni, e di sua mamma Antonella Di Ielsi, 50enne, decedute per avvelenamento lo scorso Natale. Gianni Di Vita, marito e padre delle vittime, nel suo interrogatorio ha rivelato dettagli fin qui inediti. L’ex sindaco “Probabile – dice alla polizia e lo riporta il Tg1 – che quelle cozze siano state mangiate solo da me, Antonella, e Sara. I residui dei pasti del 22 e 23 dicembre sono stati poi gettati nella spazzatura e non è stato possibile recuperare tutto”.
L’inchiesta ruota attorno a frequentazioni sulle quali gli investigatori hanno raccolto moltissimi elementi e a quanto emerso dai recenti approfondimenti investigativi relativi al web e al materiale sequestrato. Vengono approfonditi anche i problemi coniugali tra Gianni e la moglie Antonella, problemi emersi anche dalle analisi effettuate nei mesi scorsi sui dati contenuti nel telefono della donna. Ma ci si sta concentrando anche sui pc delle varie scuole della zona finiti ai raggi X a causa di possibili ricerche effettuate sulla ricina, il veleno che ha ucciso madre e figlia a Pietracatella. Forse c’è la mano del killer dietro a quelle domande sospette rivolte al web.
Affari Alert
Aggiornamenti e contenuti editoriali dedicati, via email.
Dal 1 Gennaio 2027: 0,99€/mese o 9,99€/anno


