Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Ruby, l’ex Cav e le minorenni a sua insaputa. Ora l’Italia guardi avanti

Ruby, l’ex Cav e le minorenni a sua insaputa. Ora l’Italia guardi avanti

Cala il sipario sulle notti di Arcore. Silvio Berlusconi è stato definitivamente assolto dai reati di concussione e prostituzione minorile. Già, la notissima inchiesta che invase paginate e paginate di giornali nell’autunno del 2010 con foto prima pixellate e poi no di Karima El Mahroug in arte Ruby “Rubacuori” è finita nel nulla. Assoluzione totale. Definitiva. Su tutta la linea.

In attesa delle motivazioni per fare un’analisi più completa e puntuale delle valutazioni espresse dai giudici della Cassazione non si può non sottolineare la sconfitta dell’accusa rappresentata in Cassazione dalla Procura Generale di Milano ma nata dall’inchiesta condotta da Ilda Boccassini e sottolineare invece il grande successo del professor Franco Coppi, l’avvocato che ha preso in mano i processi di Berlusconi quando sembrava che le condanne per l’ex Cavaliere fossero già scritte. Incassata la sentenza Mediaset con pochi giorni a disposizione per preparare la difesa, Coppi si è rimboccato le maniche e ha portato a casa due assoluzioni consecutive sul caso Ruby, nel quale il suo assistito era stato condannato in primo grado. Non ha negato qualsiasi cosa come era stato fatto in passato. Non ha cercato di difendere Berlusconi dai processi ma lo ha difeso nei processi. Non ha liquidato le notti di Arcore come incontri socioculturali, non ha attaccato la ricostruzione sulla prostituzione ma ha solo messo in luce che non esistono prove che l’ex premier fosse a conoscenza della minore età di Ruby.

Certo, ora ci sono in corso altri processi e inchieste che riguardano il leader di Forza Italia. Ma forse sarebbe il caso di lasciarsi alle spalle questa lunga, interminabile, guerra giudiziaria che ha troppo spesso distratto cittadini e politici dai veri temi all’ordine del giorno. Insomma, è venuto il momento in cui l’Italia guardi al proprio futuro e alle riforme necessarie per ripartire. Non serve solo un giudice a Roma ma anche un politico in Parlamento.