Fondato nel 1996 da Angelo Maria Perrino
Direttore responsabile Marco Scotti

Home » News » Salvatore Borsellino: “Ecco perché ho abbracciato Ciancimino Jr.”

Salvatore Borsellino: “Ecco perché ho abbracciato Ciancimino Jr.”

Salvatore Borsellino: “Ecco perché ho abbracciato Ciancimino Jr.”
borsellino ciancimino ape
L’INTERVISTA/ Il fratello del giudice ucciso spiega ad Affaritaliani.it l’abbraccio di via D’Amelio col figlio del sindaco mafioso di Palermo. “Poteva godersi i soldi ma ha deciso di aiutare la giustizia. Ne paga le conseguenze con le minacce ma vuole che suo figlio possa portare il suo cognome senza vergogna. Perché non avrei dovuto abbracciarlo? In via D’Amelio possono venirci tutti. Ma c’è chi sta a casa e attacca il processo…”

di Lorenzo Lamperti

twitter@LorenzoLamperti

Via D’Amelio non è e non sarà mai una strada normale. Lì, 22 anni fa, è stato ucciso Paolo Borsellino. Sempre lì si radunano ogni anno attivisti dell’Antimafia e semplici cittadini che hanno ancora nel cuore il giudice palermitano. La verità sul 19 luglio 1992 è ancora lontana e molto spesso via D’Amelio è teatro di polemiche. Così è stato sabato scorso, in seguito al chiacchierato abbraccio tra Salvatore Borsellino, fratello di Paolo, e Massimo Ciancimino, figlio di uno degli attori principali di quella stagione.

“Sono una persona indipendente e ho il coraggio delle mie scelte”, spiega Salvatore Borsellino in un’intervista ad Affaritaliani.it. “Le polemiche non me le aspetto, né ci sto a pensarci su. Io ho fatto una scelta nei confronti di un uomo che avrebbe potuto anche godersi i soldi che può avergli lasciato il padre e che invece sta sacrificando la sua famiglia per provare a raccontare la verità. Una scelta che lui mi ha spiegato e a cui io credo. Le polemiche mi scivolano addosso”.

Massimo Ciancimino poteva avere una vita anonima, prima di parlare con la giustizia era rispettato dalla high society di Palermo che lo ossequiava. Ora le stesse persone si voltano dall’altro lato”, continua Salvatore Borsellino. “La sua è stata una scelta pesante. Lui l’ha fatta per far sì che un giorno a suo figlio non pesi il suo cognome come invece è pesato a lui a causa di suo padre. E Ciancimino paga anche le conseguenze della sua scelta, visto che riceve una serie continua di minacce e intimidazioni. Senza contare che anche la sua vita privata sta subendo dei contraccolpi molto pesanti”.

Sul processo in corso a Palermo, Salvatore Borsellino dichiara che si tratta di un “processo fondamentale per stabilire i reali motivi della morte di mio fratello. Io sono convinto che ci siano pezzi deviati dello Stato che continuano a premere affinché questo processo non si faccia. Le polemiche sull’abbraccio sono un altro modo per attaccare chi difende questo processo. Anzi, senza Ciancimino questo processo non avrebbe potuto nemmeno essere messo in piedi. E quindi perché non dovrei esprimere solidarietà? Tutti potrebbero venire in via D’Amelio, perché lui no?”

Salvatore Borsellino entra nel merito anche dell’offerta fatta da Ciancimino al suo Movimento delle Agende Rosse: “Hanno voluto fare polemica anche su questo… Si tratta di una donazione anonima di 300 euro, tra l’altro molto piùbassa di tante altre donazioni che sono riuscite a restare anonime di privati cittadini. Il nostro movimento si autotassa per organizzare queste manifestazioni e se abbiamo bisogno di chiedere all’opinione pubblica una sottoscrizione non significa che ci facciamo finanziare dalla mafia. Tanto più che Massimo Ciancimino non è mai stato condannato per mafia”. E conclude: “Credo che se nonostante tutte le conseguenze e le minacce Massimo Ciancimino non si è ancora tirato indietro sia merito anche della vicinanza umana che gli ho manifestato e continuerò a manifestargli”.

Ciancimino ha scritto sul proprio profilo Facebook a proposito della scelta a cui ha fatto riferimento Salvatore Borsellino: “Sono orgoglioso della mia scelta, mi sarei potuto comprare tante belle cose, vivere tranquillo lontano da tutto, una solo cosa non avrei mai potuto comprare, la dignità, la dignità che ogni padre dovrebbe avere come unico vero lascito per il proprio figlio”.

LO SPECIALE MAFIA DI AFFARI

PARLA IL PM DI MATTEO/ “Spero sia l’ultimo tentativo di spostare il processo. Verso di noi diffidenze istituzionali”

LE RIVELAZIONI DELL’EX CARABINIERE/ Moro, Br, Alkamar e… Le verità di Renato Olino

CASO ALKAMAR/ 22 anni in carcere da innocente. Giuseppe Gulotta racconta la sua storia

L’INTERVISTA 1/ Segreti sulle stragi, Imposimato: “Ma quale revoca, a me non danno gli atti su Moro”

L’INTERVISTA 2/ “I Grandi Architetti vogliono farmela pagare”. Tutte le verità di Massimo Ciancimino

L’INTERVISTA 3/ “Così dovevo uccidere Borsellino”. Parla il pentito di mafia Vincenzo Calcara

L’INTERVISTA 4/ Salvatore Borsellino: “Lo Stato non difende Di Matteo. Sul bomb jammer Alfano ambiguo

L’INTERVISTA 5/ L’avvocato Giorgio Carta: “Complicato difendere Masi. Altri carabinieri potrebbero parlare”

L’INTERVISTA 6/ Sonia Alfano: “La trattativa tra Stato e mafia continua ancora”

L’INTERVISTA 7/ Il pm Nino Di Matteo: “Amnistia? Un aiuto alla mafia. Possibile un ritorno alle stragi

L’INTERVISTA 8/ “Mio figlio operò Provenzano ed è stato ucciso da mafia e Servizi”. La storia del medico Attilio Manca

L’INTERVISTA 9/ Da Moro a Falcone, dal Kgb alla Cia. Le verità di Imposimato sulle stragi

L’INTERVISTA 10/ Parla Amato, l’ex direttore del Dap: “Lo Stato ha ceduto alla mafia

L’INTERVISTA 11/ Il procuratore di Lecce Cataldo Motta: “Concede prestiti e dà lavoro. Ecco perché la Scu ha consenso sociale”

L’INTERVISTA 12/ Il magistrato anticamorra Raffaele Cantone: “La verità sul rapporto tra calcio e mafia”

L’INTERVISTA 13/ Angelo Jannone, il primo infiltrato nella ‘ndrangheta: “Vita dura, colpa di leggi e pm”

IL RETROSCENA 1/ “Bloccarono le mie indagini su Provenzano e Messina Denaro”. E ora rischia l’espulsione dall’Arma. L’inquietante storia di Saverio Masi

IL RETROSCENA 2/ La mafia non lo voleva a Trapani, lo Stato lo trasferisce. La vicenda di Giuseppe Linares 

IL RETROSCENA 3/ Ipotizza doppia bomba e mano dei Servizi a Capaci. Rimosso il pm antimafia Donadio