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Scandalo in Germania tracciamenti Coronavirus.Milioni di dati sensibili online

Un difetto nel sistema di sicurezza di una società di software tedesca ha reso vulnerabili dati, informazioni, movimenti di chi era tracciato per il Coronavirus

Scandalo in Germania tracciamenti Coronavirus.Milioni di dati sensibili online
polizia tedesca berlino
In queste ore in Italia è stato rilanciato l’uso dell’App Immuni, un’applicazione mobile gratuita, promossa dal Ministero della salute italiano per aiutare il monitoraggio e il contenimento dell’epidemia di COVID-19 in Italia, attraverso il tracciamento dei contatti delle persone.

In queste ore in Italia è stato rilanciato l’uso dell’App Immuni, un’applicazione mobile gratuita, promossa dal Ministero della salute italiano per aiutare il monitoraggio e il contenimento dell’epidemia di COVID-19 in Italia, attraverso il tracciamento dei contatti delle persone.

Tutto sicuro, anonimo e protetto. La stessa cosa è stata dichiarata anche dalle società pubbliche e private tedesche per le loro applicazioni. Con l’emergenza Coronavirus il tracciamento dei contatti delle persone sono diventati obbligatori. Ma nelle ultime ore in Germania milioni di dati dei cittadini tedeschi sono stati trovati on line, scoperti dai membri di Chaos Computer Club (CCC), la più grande associazione di hacker etici europei. I membri hanno segnalato diverse falle nei sistemi cloud utilizzati, cioè nei sistemi di archiviazione online.

Parliamo di milioni di dati che includevano oltre 87.000 voci riguardanti le informazioni di contatto che da mesi sono obbligatorie per ristoranti, bar e alcuni tipi di esercizi commerciali. Dati sensibili diventati pubblici, riguardanti prenotazioni, ordini, movimenti, informazioni sul tracciamento dei contatti, a causa di lacune nel sistema di sicurezza di una grande società di software che rifornisce i servizi gastronomici tedeschi.

La società gastronomica al centro della fuga di informazioni riceve 600.000 prenotazioni ogni mese (le notizie diventate pubbliche riguarderebbero invece 5,4 milioni di dati) e vendite di ristorazione per un valore di 96 milioni di euro.

Tra le informazioni personali ci sono anche quelle di numerosi politici, come nel caso di un membro del Partito Socialdemocratico (SPD) di Amburgo la cui e-mail e indirizzo postale sono stati resi visibili. E’ stato reso pubblico che il politico ha incontrato un collega in un bar il 15 luglio alle 12:33 pm. Allo stesso modo, tra i dati si possono trovare informazioni relative al ministro della Salute tedesco, Jens Spahn, nonché del segretario generale dell’SPD, Lars Klingbeil.

Il commercio dei dati delle persone e le informazioni sulle loro abitudini sono tra le miniere economiche più fruttuose del nostro tempo. Anche se le società in cui viviamo non vi dedicano la giusta attenzione. Il governo di questi dati è chiaramente terreno di scontro tra aziende e istituzioni. Ma ogni ente cerca di averli al fine di poter conoscere, servire meglio ma anche condizionare le preferenze dei cittadini. I dati sensibili non sono uno scherzo. Far conoscere i segreti industriali delle aziende, le informazioni private delle persone, i contatti e le relazioni ci rende meno liberi e sempre più vulnerabili, condizionabili e ricattabili. Il valore dell’informazione fa la differenza e può determinare la vita delle persone, ogni aspetto dell’economia locale, nazionale e mondiale, anche potendo creando false notizie o notizie verosimili che condizionino le scelte individuali.

Ora il problema della fuga di dati sensibili dei tedeschi sembrerebbe risolto anche se con molta probabilità nei prossimi anni quei dati diventeranno parte di un commercio in rete tra hacker e società private. Gli hacker etici di CCC consigliano di evitare le soluzioni cloud e propongono di raccogliere i dati in cartaceo dove è necessario, ad esempio nei ristoranti, facendo notare che la stessa attenzione che si dedica nel raccogliere quei dati dovrebbe essere prestata per proteggere e distruggere quei dati una volta non necessari.

Il commissario federale tedesco per la protezione dei dati, Ulrich Kelber, ha affrontato il caso e il sistema di vulnerabilità parlando con il notiziario Tageschau, che va in onda su Das Erste, primo canale televisivo della ARD: “Un fornitore di servizi di ristorazione si offre di memorizzare i dati, ma forse dovrebbe far parte di quel servizio anche l’eliminazione dei dati che si farà in seguito.”

Accennando a possibili multe da elevare ai soggetti che non li hanno custoditi correttamente Kelber ha spiegato che bisogna entrare in un’altra ottica: “Quanto mi costa archiviare i dati, ma anche quanto mi costa se non mi prendo cura di proteggere questi dati?”