Sciopero generale del 30 ottobre, Salvini precetta i trasporti
Sarà un venerdì complicato per chi deve spostarsi, ha una visita in ospedale o una pratica allo sportello. Il 30 ottobre l’Unione sindacale di base (Usb) ha proclamato uno sciopero generale contro il caro prezzi e contro buste paga che non reggono il passo dell’inflazione. L’astensione coinvolge dipendenti pubblici e privati di ogni comparto. Si prevede una partecipazione consistente in sanità, scuola e porti, ma anche nei trasporti, dove però il governo è intervenuto con una precettazione.
Il braccio di ferro sulla precettazione
Mercoledì 28 ottobre, a tarda sera, il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti ha firmato un’ordinanza voluta dal vicepremier Matteo Salvini. Il provvedimento chiede di spostare ad altra data lo sciopero nei comparti soggetti alla franchigia per la commemorazione dei defunti.
L’ordinanza riguarda trasporto pubblico locale, ferrovie, aerei, navi, taxi, appalti ferroviari e personale addetto a circolazione e sicurezza stradale. La risposta dell’Usb è netta: il sindacato considera l’atto illegittimo e annuncia che non lo rispetterà. Lo sciopero resta confermato per tutte le 24 ore nei settori indicati dal ministero. I vertici sanno che le sanzioni previste sono molto pesanti, ma dicono di accettarle pur ritenendole infondate.
In una nota, l’Usb accusa l’esecutivo di reagire al malcontento dei lavoratori imponendo loro il silenzio. Sullo sfondo, secondo il sindacato, ci sono stipendi erosi dai rincari, carichi di lavoro crescenti e servizi pubblici sempre meno accessibili e sempre più privatizzati.
Treni, bus e taxi: la mappa dei disagi
L’intervento del ministero ha ridimensionato la protesta in alcuni ambiti, ma non dappertutto. Sui binari Trenitalia e Trenord assicurano una circolazione regolare, con gli orari di sempre: le cancellazioni comunicate nei giorni scorsi non sono più valide. Resta invece confermato lo stop dei taxi per l’intera giornata. Il personale delle autostrade incrocerà le braccia già dalle 22 di giovedì 29 ottobre.
Cosa chiede l’Usb
La piattaforma del sindacato ruota attorno al potere d’acquisto. L’Usb vuole che le retribuzioni tornino ad agganciarsi all’andamento dei prezzi, anche reintroducendo la scala mobile: il sistema che in passato adeguava in automatico gli stipendi all’inflazione.
Le altre richieste:
- misure per abbassare il prezzo dei beni essenziali, le bollette e gli affitti;
- un taglio dell’Iva sui prodotti di prima necessità;
- più risorse per sanità, istruzione e servizi pubblici, che secondo il sindacato oggi vengono sacrificati a vantaggio della spesa militare.
Piazze, ospedali e sportelli
Oltre ai mezzi pubblici, la giornata sarà segnata dalle manifestazioni. Studenti, associazioni e altre realtà torneranno in strada nelle principali città italiane. A Roma l’Usb si ritroverà in mattinata in piazza dei Cinquecento.
A Milano sono attese diverse migliaia di persone, anche se il percorso del corteo non è ancora stato comunicato. In città si prevedono rallentamenti al traffico e un rafforzamento dei controlli e delle misure di sicurezza.
Ripercussioni sono possibili anche nella sanità pubblica: visite già fissate, prestazioni ambulatoriali e attività non urgenti potrebbero subire rallentamenti. Negli uffici pubblici, infine, chi deve sbrigare una pratica potrebbe trovare code più lunghe, tempi dilatati e alcuni servizi amministrativi erogati in modo diverso dal solito.
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