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Scisma, 38 anni dopo: già nel 1988 Lefebvre sfidò Wojtyla e finì scomunicato, ecco che cosa accadde

Il 30 giugno 1988 monsignor Marcel Lefebvre, sfidando l’autorità di Giovanni Paolo II, consacrò senza autorizzazione quattro nuovi vescovi

Scisma, 38 anni dopo: già nel 1988 Lefebvre sfidò Wojtyla e finì scomunicato, ecco che cosa accadde

Nel 1988 Lefebvre sfidò Wojtyla e finì scomunicato, oggi la stessa scena a 38 anni di distanza. Ignorato l’appello di Papa Leone

I lefebvriani hanno mantenuto il punto. Ad Econe, in Svizzera, sono stati consacrati quattro nuovi vescovi, senza che i seguaci di Lefebvre abbiano recepito l’appello di Papa Leone a fermarsi. Un atto che comporta la scomunica automatica e, di conseguenza, lo scisma dalla Chiesa cattolica. Non è la prima volta che accade. Anzi, la scena di oggi è quasi una fotocopia di quanto avvenuto esattamente 38 anni fa. Era il 30 giugno 1988 quando monsignor Marcel Lefebvre, sfidando apertamente l’autorità di Giovanni Paolo II, consacrò senza autorizzazione quattro nuovi vescovi: Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta. Nei giorni immediatamente successivi la Santa Sede dichiarò la scomunica dello stesso Lefebvre, del vescovo co-consacrante Antonio de Castro Mayer e dei quattro nuovi vescovi. Giovanni Paolo II definì quel gesto “un atto di disobbedienza”, qualificandolo senza mezzi termini come “atto scismatico”.

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Oggi, a distanza di quasi quattro decenni, la storia sembra ripetersi con sorprendente precisione: il primo atto della consacrazione è stata l’imposizione delle mani sul capo dei nuovi vescovi da parte del celebrante, monsignor Alfonso de Galarreta – lo stesso che nel 1988 fu tra i quattro consacrati – insieme a monsignor Bernard Fellay, anch’egli protagonista di allora, questa volta nel ruolo di co-consacrante. La comunicazione formale del Vaticano potrebbe arrivare già in giornata o comunque nel giro di pochi giorni.

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