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Scotch sulla bocca degli alunni. “Era un gioco”, maestra assolta

Chiudeva le bocche dei piccoli alunni con lo scotch. Ma ora è arrivata l’archiviazione, non senza polemiche, del caso per la maestra delle elementari della bassa reggiana che era stata accusata, a gennaio, di aver chiuso la bocca con nastro adesivo a tre alunni della prima perché non stavano zitti. L’insegnante, secondo il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Reggio Emilia, Angela Baraldi, avrebbe escogitato “metodi educativi, ma nello stesso tempo tali da catturare l’attenzione”.

Un gioco, quindi, come è stato confermato nelle indagini difensive dall’insegnante di sostegno presente in aula al momento dei fatti contestati e dai genitori. “La maestra, per tranquillizzare i bambini, aveva proposto il gioco ‘Otto il cerotto’ – spiega il difensore Rosanna Beifiori – ha applicato un pezzo di nastro adesivo sulla bocca di tre bambini per dimostrare loro che potevano stare zitti. In realtà, il gioco non è riuscito perché questo escamotage ha suscitato l’interesse degli altri bambini che volevano pure loro lo scotch. Da lì è iniziata una gogna mediatica che ha colpito molto la mia assistita. E solo ora, ne è uscita fuori”. Gli alunni che avrebbero subito il maltrattamento sono stati anche sentiti in sede di incidente probatorio non mostrando particolari traumi. “Anzi – continua l’avvocato Beifiori – dimostrando affetto nei confronti dell’insegnante”.