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Sei giorni in avaria, terrore a bordo della gemella della Concordia

 

4mila passeggeri sono rimasti senza acqua nè viveri per sei giorni. Alla deriva nel Golfo del Messico. E chi era a bordo della nave da crociera Triumph ha detto: “Le condizioni igieniche erano spaventose”. La nave da crociera appartiene al gruppo Carnival, proprietaria della Costa Concordia affondata all’isola del Giglio la notte del 13 gennaio 2012.

 

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Tutto è cominciato sabato scorso, quando un incendio alla sala macchine ha reso inutilizzabili i motori. La nave è rimasta in balia delle correnti del Golfo fino alla notte di giovedì, quando è arrivato l’attracco al porto di Mobile, in Alabama. La Triumph ci è arrivata grazie al soccorso dei rimorchiatori. Una flottiglia di mezzi l’ha agganciata ed è riuscita a trascinarla nonstante le condizioni meteo non favorevoli. I passeggeri sono ancora sconvolti e raccontano di una situazione drammatica. Una nave divenuta puzzolente in poche ore. L’esplosione infatti ha mandato fuori uso i motori e ha fatto saltare l’energia elettrico e il sistema di scarico. In rapida sequenza, racconta il Corriere.it, hanno smesso di funzionare ascensori, toilettes, cucine, i sistemi di comunicazione, le luci di servizio, l’aria condizionata e tutti gli altri servizi della nave. I wc hanno “straripato” sulla moquette delle cabine, dei corridoi, degli ingressi. Il cibo è divenuto subito scarso.

 

 

 

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Dopo il salvataggio sono arrivate subito le scuse dell’armatore. Ma sono molti i passeggeri che hanno intenzione di richiedere il risarcimento. Una storia che fa venire in mente quella della Costa Concordia. Anche se stavolta, per fortuna, nessuno ha perso la vita in mare.