Strage dell’ambulanza in A1: il video social costa caro, condannato l’autista del tir
Cinque anni di carcere. È questa la condanna concordata dal conducente cinquantanovenne, ligure di nascita ma domiciliato nel cuneese, che il 4 agosto 2025 travolse un’ambulanza della Misericordia di Terranuova Bracciolini lungo l’autostrada A1, nel tratto tra Arezzo e Valdarno in direzione nord. Il mezzo di soccorso era fermo in coda quando fu centrato dal tir, che procedeva a una velocità stimata tra gli 80 e i 100 km/h. L’impatto fu fatale per tre persone: il conducente Gianni Trappolini, la giovane volontaria Giulia Santoni e il paziente Franco Lovari. Il giudice dell’udienza preliminare di Arezzo ha ratificato l’intesa raggiunta tra l’avvocato dell’imputato e la magistratura inquirente.
Fatali i video su TikTok alla guida
Le verifiche condotte dalla Polizia Stradale hanno accertato che, al momento del drammatico incidente, l’uomo stava utilizzando lo smartphone per riprendersi al volante, con l’obiettivo di caricare i filmati sulla piattaforma social TikTok.
Secondo quanto riferito dal Corriere di Arezzo, tale imprudenza è stata considerata l’elemento scatenante della collisione. La Procura ha mosso l’accusa di omicidio stradale plurimo, con l’aggravante della colpa cosciente: gli inquirenti ritengono infatti che l’autotrasportatore fosse pienamente consapevole della pericolosità della sua condotta. Subito dopo lo schianto, l’uomo è stato ricoverato e, una volta informato del decesso delle tre vittime, ha richiesto l’assistenza di personale psicologico specializzato.

